L'Associazione Italiana di Filosofia della Religione (AIFR) riunisce i docenti italiani e i ricercatori presso le Università italiane di Filosofia della Religione


N. 8 SETTEMBRE - DICEMBRE  2018
ISSN 2532 - 1676

Direttore responsabile: 
Pierfrancesco Stagi

Il Comitato scientifico

Andrea Aguti (Presidente AIFR, Università di Urbino), Annalisa Caputo (Università di Bari), Carla Canullo (Università di Macerata), Roberto Celada Ballanti (Università di Genova), Virgilio Cesarone (Università di Chieti-Pescara), Francesco Paolo Ciglia (Università di Chieti-Pescara), Giuseppina De Simone (Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale) Adriano Fabris (Università di Pisa), Francesco Miano (Università di Roma "Tor Vergata"), Sergio Sorrentino (Università di Salerno), Pierfrancesco Stagi (Università di Torino), Pierluigi Valenza (Università "La Sapienza" di Roma), Silvano Zucal (Università di Trento)

Il Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) è riconosciuta dal MIUR, Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, come pubblicazione ufficiale per l'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN): è possibile inserire gli articoli pubblicati sul Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) nell'elenco delle pubblicazioni per accedere all'Insegnamento Universitario

Bibliografia


Tumminelli

Angelo Tumminelli, Max Scheler sull’amore. Tra fenomenologia e Lebensphilosophie, Orthotes Editrice 2018

Il volume analizza il tema dell’amore nella filosofia di Max Scheler (1874-1928), indagata a partire dall’intreccio delle due prospettive teoriche della fenomenologia e della filosofia della vita. L’elaborazione filosofica del concetto dell’amore costituisce un tema centrale nell’itinerario teorico di Scheler e si può considerare un contributo peculiare e fecondo per la filosofia morale e la filosofia della religione del Novecento. La radicale novità dell’etica fenomenologica scheleriana consiste nella riabilitazione filosofica del sentire (Fühlen) e della vita emotiva al fine di proporre un’etica che, partendo dai moti affettivi della persona, sappia giungere a un ordine oggettivo di valori morali che sussistono a priori. Attraverso la messa a fuoco dell’applicazione del metodo fenomenologico alla morale e il recupero delle concezioni della Lebensphilosophie (soprattutto di quella di Georg Simmel) nel pensiero scheleriano, l’autore mostra come nel concetto di amore si concentrino tutte le tensioni e le oscillazioni della filosofia di Scheler, a partire dalla diversa considerazione che egli matura riguardo alla dialettica tra eros e agape, tra impulso e spirito, fino al radicale mutamento della sua prospettiva teologica nel passaggio dal personalismo teologico alla teologia del “Dio in divenire”.

Angelo Tumminelli ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università “La Sapienza” di Roma. È cultore della materia presso la cattedra di Filosofia morale del dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Lumsa di Roma. Ha ottenuto la specializzazione annuale in “Scienze della cultura” presso la Scuola Internazionale di Alti Studi della Fondazione Collegio San Carlo di Modena, e ha svolto soggiorni di ricerca in Germania (università di Halle, Erfurt e Freiburg) e in Israele (Hebrew University, Jerusalem).

Per info: Max Scheler sull’amore. Tra fenomenologia e Lebensphilosophie


grazia

Sergio Givone, Quant'è vero Dio. Perché non possiamo fare a meno della religione, Solferino 2018

Post-religiosi, atei, materialisti: nell'infinita gamma degli atteggiamenti dell'Occidente secolarizzato verso la religione sembra manchi solo quello più semplice: credere. È ormai una scelta marginale, in via d'estinzione? Niente affatto, tanto è vero che il bisogno di Dio sembra tornare alla ribalta ovunque nel mondo, in modi anche drammatici. Perché? È opinione comune che la religione sia stata inventata dagli uomini per autoconsolarsi della propria condizione mortale. Ma se le cose stanno così, come mai tutte le religioni hanno sempre offerto ai fedeli e ai non-fedeli scenari inquietanti, dal giudizio finale al paradiso e all'inferno? Il fatto è che la religione, nel momento in cui risponde alla domanda sul senso della vita, riguarda la nostra libertà, perché della libertà è l'ultima difesa e non la soppressione. Ecco perché il ritorno a Dio è necessario al fine di contrastare il totalitarismo in tutte le sue forme. Se è vero che la religione non può essere tenuta fuori dalla sfera pubblica, riflettere sulla sua opportunità significa riflettere sulla giustizia, che è ciò da cui si dispiega, secondo la lezione del pensiero antico da Parmenide in poi, l'ordinamento stesso del mondo e del nostro stare insieme come umani. Uno dei nostri maggiori filosofi si interroga e ci interroga sulla necessità della religione prima ancora che sul bisogno di essa, avendo il coraggio di prendere le distanze da figure mai come ora oggetto di discussione e al centro del dibattito: Nietzsche e Heidegger. E lo fa da laico, consapevole che laico non è chi rivendica la propria indifferenza nei confronti della religione ma al contrario chi la prende sul serio, riconoscendo che i contenuti essenziali con cui è chiamato a fare i conti, le ragioni per cui si vive, vengono proprio da lì. Un percorso incalzante e profondo che fa appello alle conclusioni di poeti e scrittori non meno che a quelle dei filosofi - Hölderlin e Dostoevskij su tutti -, intreccia alla religione il discorso sul sacro e mette in guardia dai pericoli del relativismo e dell'etica utilitaristica. Al cuore, una domanda cruciale: davvero possiamo fare a meno della verità sull'uomo e sul mondo che solo la religione è in grado di comunicare?

Sergio Givone è nato in provincia di Vercelli nel 1944 e risiede a Firenze. Filosofo e romanziere, è professore emerito all’Università di Firenze, dove per anni è stato ordinario di Estetica presso la facoltà di Lettere e Filosofia. I suoi studi riguardano in particolare l’estetica e il pensiero tragico. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo, per citarne solo alcune, Storia del nulla (Laterza 1995), Non c’è più tempo (Einaudi 2008), Metafisica della peste (Einaudi 2012), Luce d’addio. Dialoghi dell’amore ferito (Olschki 2016), Quant'è vero Dio (Solferino 2018).

Per info: Sergio Givone, Quant'è vero Dio. Perché non possiamo fare a meno della religione


eticareligione

Etica e religione a cura di Pierfrancesco Stagi, Stamen 2018

Se la religione "corrompa" la natura umana o la "perfezioni", come insegna la tradizione filosofica cristiana, non è qui il tema, quanto piuttosto l'esigenza di vedere nelle pieghe della religione, e quindi anche nella sua piega più pericolosa: quella violenta, la manifestazione dell'esperienza dell'uomo nel mondo, che nel momento in cui cerca di dare ragione del suo essere trova nell'esperienza religiosa la forma "eminente", con cui spiegare se stesso e la sua essenza.

Per info: Etica e religione, a cura di Pierfrancesco Stagi


grazia

Alessandra CislaghiL' invenzione della grazia. Sulle tracce di un'idea splendida, Mimesis 2018

La grazia valeva già in antico come una sorta di realtà aumentata: quando un dio, di solito una dea, versava charis (grazia) sul capo di qualcuno, chi ne beneficiava appariva pienamente se stesso. Questo libro indaga la scoperta della grazia, a partire dal saluto di Nausicaa a Ulisse: un imperativo che ordina di splendere di gioia, come l'augurio angelico a Maria. L'idea di grazia dice la condizione migliore in cui possiamo esprimere la nostra umanità; supera la potenza del desiderio e inaugura la logica del dono. La sua ricca polisemia investe molti ambiti - estetico, giuridico, teologico, antropologico - e ogni volta li trasforma. Attraversa diffusamente il linguaggio, già nella quotidiana ripetizione del «grazie»; concerne la gratitudine, definisce il fascino, restando tuttavia impercettibile, sino alla dimenticanza. Eppure si tratta di un concetto potente che ha caratterizzato la storia della nostra cultura da Omero alla filosofia contemporanea. Sono qui inseguite le tracce ricorrenti di quest'idea che manifesta la trasfigurazione di sé, il più che naturale dell'umano, il nesso di attività e passività nel soggetto vivente.

Alessandra Cislaghi è professore associato di Filosofia Teoretica presso l’Università di Trieste, Dipartimento di Studi Umanistici, dove insegna Filosofia della persona, Antropologia filosofica e Filosofia delle religioni. Tra le sue pubblicazioni: La frattura originaria. Riflessioni sulla condizione umana postedenica, Milano 2006; Il sapere del desiderio. Libertà metafisica e saggezza etica, Assisi 2002; Interruzione e corrispondenza, Brescia 1994. Per i tipi di Mimesis Parresìa (2008) e, nella collana “Essere e libertà”, Essere fuori di sé. Saggio sulla soggettività estatica (2012).

Per info: Alessandra Cislaghi, L'invenzione della grazia. Sulle tracce di un'idea splendida


La Comunita Postsociale Cop page 001

Francesco Ferrari, La comunità postsociale. Azione e pensiero politico di Martin Buber, Castelvecchi 2018

Nell’antitesi tra il collettivismo della società di massa – sostrato imprescindibile dei totalitarismi della prima metà del Novecento – e il suo individualismo atomizzato, Martin Buber coglie il segno più visibile della crisi dell’umano. Muovendo da qui, il volume ripercorre le diverse stazioni dell’agire e del pensiero politico del filosofo ebreo-tedesco: il suo difficile legame con il movimento sionista; l’amicizia con Gustav Landauer; il rifiuto del comunismo sovietico, cui egli contrappone la ricerca di un socialismo religioso e utopico; la resistenza spirituale buberiana negli anni del nazionalsocialismo; il suo instancabile impegno per il dialogo e la riconciliazione, tanto con la Germania post-hitleriana quanto all’interno del conflitto arabo-israeliano. Al tempo stesso, vengono ricostruite le invarianti strutturali del discorso politico-sociale buberiano: la comunità, la società, lo Stato.

Francesco Ferrari (Genova, 1986) Dottore di ricerca in Filosofia, svolge attività di ricerca e insegnamento presso l’Università di Jena e lo Jena Center for Reconciliation Studies, della cui scuola di dottorato è coordinatore. E’ autore di due monografie dedicate alla filosofia di Martin Buber, cocuratore dei suoi Schriften zur politischen Philosophie und zur Sozialphilosophie (MBW 11) e di numerose traduzioni di testi del pensiero ebraico del Novecento.

Per info: Francesco Ferrari, La comunità postsociale. Azione e pensiero politico di Martin Buber


narcisio

Skovoroda Hryhorij, Narciso. Discussione sul tema: Conosci te stesso, Apice libri 2018

Hryhorij Skovoroda (pron. Skovorodà) (1722-1794) è considerato l’ultimo esponente del barocco ucraino e il fondatore della filosofia dell’Europa orientale. Notevoli influssi del suo pensiero si ritrovano infatti in molti pensatori e autori posteriori: Tolstoj, Ševčenko, Dostoevskij, Solov’ëv, Berdjaev. Questo volume rappresenta la prima traduzione italiana integrale e critica di un’opera filosofica del pensatore ucraino. Alla fine della sua vita Skovoroda scelse Narciso come emblema del messaggio principale della sua filosofia, vale a dire l’indiamento appassionato ("theōsis" nella tradizione teologica patristica e bizantina), come Atteone lo era stato per Giordano Bruno. In questa scelta egli si era fatto guidare da certe rappresentazioni tardo-medievali di Narciso come simbolo della vita contemplativa. La piena conoscenza e accettazione di sé, lo specchiarsi in sé, diventa perciò in Skovoroda la porta d’ingresso per entrare stoicamente in sintonia col macrocosmo e fondersi neoplatonicamente con la Fonte dell’essere.

Hryhorij Skovoroda (1722-1794) è considerato l’ultimo esponente del barocco ucraino e il fondatore della filosofia dell’Europa orientale. Notevoli influssi del suo pensiero si ritrovano infatti in molti pensatori e autori posteriori, da Tolstoj a Dostoevskij.

Giuseppe A. Perri ha insegnato alla Scuola Europea di Bruxelles. Per le nostre edizioni ha pubblicato "La ricca fontana. Una biografia dell’Ucraina moderna" e curato "Le ombre degli avi dimenticati" di Mychajlo Kocjubyns’kyj.

Per info: Skovoroda Hryhorij, Narciso. Discussione sul tema: Conosci te stesso


radu

Radu Motoca, Sentire la vita. Fenomenologia e religione in Michel Henry,  Stamen 2018

«il movimento della vita è, in senso originario, un sentire che sente se stesso. Questa affezione radicale non trova posto nel visibile e, in quanto tale, non può essere oggetto d’analisi ad opera di un conoscere improntato sul modello della rappresentazione. Rispetto al tema della vita, nessuna presenza può essere posta di fronte allo sguardo, gettata contro: ob-iectum, oggetto. ogni cosa è un simulacro, se percepita esclusivamente nella sua esteriorità. al pensiero riflessivo, derivante la sua luce dall’apparire del mondo, è precluso ogni possibile accesso alla vita. del vivere non si dà immagine. nessuno sguardo, nessuna teoresi può aver presa su una realtà originaria, che è priva di forma, per costituzione. Risalire alla sorgente stessa della capacità di intenzionare le cose vuol dire lasciar essere il movimento della vita: sentirne la forza profonda, che opera nella continuità irrappresentabile che lega, prima ancora di qualunque divisione, ogni esistenza singola all’ambito dell’essere che l’ha generata. e che non smette mai di farlo, perché è sviluppo di una potenza inesauribile e costante. Questo potere originario di manifestazione della vita resta invisibile per essenza. non ha volto né voce» (dalla Prefazione).

Radu Motoca ha studiato filosofia preso la Pontificia università Gregoriana di Roma. Si è laureato con una tesi sul concetto di giustizia in Paul Ricoeur. nel 2010 ha consegnato il dottorato presso la stessa università con una tesi sulla fenomenologia della vita nel pensiero di michel Henry. Attualmente è direttore di ricerca presso l’instituto dignitatis Humanae. i sui principali campi di ricerca sono la fenomenologia della vita, la filosofia della religione e la problematica della dignità umana.​

Per info: Radu Motoca, Sentire la vita. Fenomenologia e religione in Michel Henry


fabro

Marco Stroma, Verità dell'essere e metafisica della libertà. Cornelio Fabro interprete di Kierkegaard,  Edizioni Sant'Antonio 2018

La proposta di Cornelio Fabro ci permette di chiarire maggiormente l’originalità, nonché l’attualità, del pensiero di Kierkegaard: un pensiero che riesce a coniugare la riflessione cristiana con le istanze moderne della filosofia, ovvero la verità dell’essere con la metafisica della libertà. Tale geniale intuizione meriterebbe certamente una considerazione maggiore: un approfondimento ulteriore di questa tematica – magari allargata anche in confronto con altri pensatori – è sicuramente un tema ancora molto da esplorare.

Per info: Marco Stroma, Verità dell'essere e metafisica della libertà. Cornelio Fabro interprete di Kierkegaard


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Roger Williams, La sanguinaria dottrina della persecuzione per causa di coscienza (1644),  Edizioni GBU 2017

Pubblicata a Londra nel 1644, quest’opera presenta in forma di dialogo la controversia tra il suo autore e le autorità religiose della Nuova Inghilterra sulla libertà di coscienza e sui rapporti tra chiesa e potere civile, questioni che erano oggetto di un acceso dibattito in corso nella società inglese. Williams, senza rinunciare alle proprie convinzioni teologiche, si dichiara a favore della libertà di coscienza per tutti, “pagani, ebrei, turchi o anticristiani”. Il pastore e teologo Roger Williams (1603–1683) fu uno dei primi e più strenui sostenitori della libertà religiosa e di coscienza, della separazione tra chiesa e stato e dei diritti dei nativi americani nel mondo anglosassone transatlantico del Seicento. Espulso dalla colonia puritana del Massachusetts, diede applicazione concreta alle sue idee creando la colonia del Rhode Island come “rifugio per persone perseguitate per motivi di coscienza”. Fondò anche la prima chiesa battista del Nord America.

Massimo Rubboli ha insegnato Storia dell’America del Nord e Storia del Cristianesimo presso l’Università di Genova; ha pubblicato diversi libri sulla storia del protestantesimo, tra cui ricordiamo, I protestanti (2007). Dirige la nostra Collana Orizzonti del pensiero cristiano.

Mario Micheletti è stato Professore ordinario di Filosofia morale presso la Facoltà di Magistero, poi Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena.

Sergio Ferlito è Professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania.

Per info: Roger Williams, La sanguinaria dottrina della persecuzione per causa di coscienza (1644)


Antonio Marguccio

Antonio Marguccio, L'incanto del mondo, Pazzini Stampatore Editore 2018

La nostra cultura conosce uno sviluppo tecnologico senza eguali, che alimenta il mito del progresso infinito. Partendo da una semplice esperienza personale – il ritrovamento di una conchiglia sulla spiaggia – l’Autore tesse i fili di una ricerca sul senso delle cose, imbastendo un saggio di taglio filosofico, ma che assomiglia quasi a un racconto. Scienza e fede hanno percorso strade diverse, si sono combattute, ma oggi possono diventare due grandi alleate.

Per info: Antonio Marguccio, L'incanto del mondo


la persona e l amore

Denis de Rougemont, La persona e l'amore, Morcelliana 2018

Amore pagano e amore cristiano, Eros e Agape, si intrecciano in una relazione dialettica nella storia delle religioni e delle filosofie orientali e occidentali, così come in personaggi che fanno parte del comune immaginario quali Don Giovanni e Tristano. Uno scenario assai diversificato cui il volume rinvia, con saggi risalenti agli anni 1934-1967 che concentrano il fuoco interpretativo sul concetto di “persona”, nel quale si fonda e determina il vero “amore”. Pagine che fanno emergere l’originalità del pensiero di Denis de Rougemont nell’ambito del personalismo europeo e i possibili sviluppi di un’etica cristiana in Occidente.

DENIS DE ROUGEMONT (1906-1985), filosofo di origine svizzera amico di Emmanuel Mounier, è stato uno dei più noti intellettuali del ’900, divenuto celebre per l’opera del 1939 L’amore e l’Occidente (Rizzoli). Un suo profilo nella monografia di Damiano Bondi, La persona e L’Occidente. Filosofia, religione e politica in Denis de Rougemont (Mimesis, 2014).

Per info: Denis de Rougemont, La persona e l'amore


theoretica barcaro mondo come paradosso

Marco Barcaro, Il mondo come paradosso, Mimesis 2017

Il problema del mondo è stato l’interesse teoretico di tutta la vita di Patočka. Questo tema si collega alla domanda classica della filosofia occidentale su che cos’è il reale. Anche la fenomenologia ha indagato tale questione riconoscendo nel mondo un costante presupposto e, insieme, un problema aperto. La presente indagine espone e analizza il percorso argomentativo del filosofo ceco su questo problema filosofico. In che modo il mondo si dà a noi e qual è il fondamento del suo mostrarsi? Cosa diventa il soggetto, destinatario dell’apparire, se è un momento del manifestarsi del mondo? Il metodo husserliano ha seguito l’analisi della coscienza intenzionale; Patočka, invece, ha parlato di una desoggettivazione dell’apparire e si è mosso a un livello più originario per tentare di cogliere l’emergenza del fenomenale. Il mondo naturale pre-teorico diventa, in questo modo, soltanto una via allo svelamento di una condizione più originaria: la concezione fenomenologico-trascendentale del mondo. Riformulando il concetto di mondo come totalità, alcuni concetti, come quelli di epoché e di apparizione, subiscono una torsione. Il filosofo ceco ha spinto la riflessione filosofica più avanti e occupa un posto originale all’interno del movimento fenomenologico, come lo dimostrano anche numerose pubblicazioni internazionali nel contesto non più soltanto europeo. Lo spazio aperto tra il senso profondo delle formulazioni di Husserl e il loro ripensamento ci insegna ad apprezzare i risultati dell’indagine fenomenologica nel loro giusto valore, non come verità assolute ma come tappe di un percorso; e insieme è di stimolo a proseguire queste aperture per lo più ancora inesplorate nelle loro conseguenze.

Per info: Marco Barcaro, Il mondo come paradosso


Iocari serio large

Ioan Petru Culianu, Iocari serio. Scienza e arte nel pensiero del RinascimentoLindau 2017

Frutto degli studi su Marsilio Ficino intrapresi dal giovane Ioan Petru Culianu dapprima in Romania e poi in Italia, Iocari serio è un testo cardine nell’opera dell’autore, che getta le basi della sua futura teoria cognitiva della cultura. Incentrato sul tema della conoscenza fantasmatica nella filosofia rinascimentale («chiave ermeneutica perfetta per comprendere numerose manifestazioni spirituali dell’Occidente»), preannuncia un programma di ricerca più ampio e ambizioso, sviluppato successivamente nel celebre Eros e magia nel Rinascimento: risalire alle origini della scienza moderna e individuare i meccanismi cognitivi della magia, mettendo in evidenza il ruolo preminente del mago nella cultura rinascimentale. In Iocari serio Culianu traccia l’archeologia di un continente sommerso, tra eros, mistica e alchimia, fusi in un mirabile, e «serissimo», gioco filosofico. Un’opera affascinante e ricca di suggestioni, i cui molteplici aspetti originali sono evidenziati nella dettagliata postfazione firmata dal fisico e filosofo romeno Horia-Roman Patapievici.

Per info: Petru Culianu, Iocari serio. Scienza e arte nel pensiero del Rinascimento


pensiero

Salvatore Rindone, Pensiero della trascendenza e pensiero della temporalità. Luigi Pareyson e Gianni Vattimo interpreti di Heidegger, Editions Sankt Ottilien 2017

Pensiero della trascendenza e pensiero della temporalità è il binomio che risulta dall’interpretazione che Pareyson e Vattimo fanno del pensiero di Heidegger. Da questo duplice accostamento nasce la possibilità di rinvenire la genealogia del pensiero dei due filosofi italiani, nonché di rintracciare una rilettura dell’intera opera del filosofo tedesco. La divisione in due parti del saggio favorisce sia una lettura accurata circa la recezione del pensiero di Heidegger in Italia sia una sua possibile interpretazione come pensiero che si pone al crocevia della filosofia occidentale, alla fine della metafisica, e che inaugura un nuovo modo di considerare l’ermeneutica, elemento comune quest’ultimo della riflessione dei tre filosofi. La complessità di sguardi e di linguaggi che emergono da questo intreccio danno ragione di una questione interpretativa sull’ontologia e sul cristianesimo che tuttora rimane aperta: si è ancora chiamati a scegliere tra trascendenza e temporalità, oppure non esiste trascendenza che non sia già temporalità?

Per info: Salvatore Rindone, Pensiero della trascendenza e pensiero della temporalità. Luigi Pareyson e Gianni Vattimo interpreti di Heidegger


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di T. Petcu - M. Turrisi (a cura di) Filosofia della religione al presente. Interviste a Andrea Aguti, Carla Canullo, Carmelo Dotolo, Adriano Fabris, Giovanni Giorgio, Giovanni Piana, Pierfrancesco Stagi, Stamen 2017

La filosofia della religione non è più appannaggio di filosofi cattolici che insieme a una metafisica elaboravano anche una filosofia "religiosa" una metafisica del fatto religioso, ma di filosofi, cattolici e non, religiosi e non, che si occupano di studiare il fatto religioso, di là dalle appartenenze confessionali, come una modificazione dell'esperienza di vita (Lebenserfahrung), intesa in quanto esperienza "fattizia" della vita (faktische Lebenserfahrung), in cui l'esperienza di vita si mostra nella molteplicità delle sue modificazioni a contatto con i diversi contenuti fattizi di esperienza, tra cui il contenuto religioso.

Per info: Filosofia della religione al presente. Interviste a Andrea Aguti, Carla Canullo, Carmelo Dotolo, Adriano Fabris, Giovanni Giorgio, Giovanni Piana, Pierfrancesco Stagi


Hermeneutica2017

di P. Grassi, A. Aguti, M. Cangiotti (a cura di) Hermeneutica. Annuario di filosofia e teologia (2017). Esperienza religiosa e questione di Dio, Morcelliana 2017

Il tema 'esperienza religiosa e questione di Dio' ha fatto da filo conduttore del seminario di studi di 'Hermeneutica', promosso dall'Istituto superiore di scienze religiose di Urbino "Italo Mancini", che ha ospitato nel settembre 2016 il convegno annuale dell'Associazione italiana di filosofia della religione (AIFR). Gli scritti che qui presentiamo raccolgono gli atti del convegno, assieme a un nutrito numero di interventi che restituiscono una parte del dibattito che durante esso si è registrato. La rilevanza di un tema così ampio e complesso è indubbiamente interdisciplinare: non solo la filosofia della religione, ma anche la teologia e le scienze della religione hanno interesse a mettere a fuoco il nesso tra esperienza religiosa e questione di Dio. Tuttavia, tale nesso appare oggi assai meno evidente di quanto poteva essere un tempo: il termine 'religione', sia dentro che fuori dell'ambito accademico, è spesso usato senza implicare un esplicito riferimento all'esistenza di Dio o a un determinato concetto di Dio, e sono frequenti nel panorama filosofico contemporaneo i tentativi di pensare l'esperienza religiosa entro un contesto che non è teistico o che non lo è più (si parla in questo caso di post-teismo). In un certo senso sembra che l'attenzione sul tema dell'esperienza religiosa, che è stata costante in epoca moderna e si rinnova e trasforma continuamente in quella post-moderna, sia stata guadagnata proprio a spese di quello di Dio.

Per info: Hermeneutica. Annuario di filosofia e teologia (2017). Esperienza religiosa e questione di Dio


Copertina

Martino Bozza La categoria cristologica nello sviluppo del pensiero di Teodorico Moretti-Costanzi, Università degli Studi di Trento 2017

Martino Bozza, nella ricostruzione genetica del pensiero di Moretti-Costanzi, non manca mai di riconoscere, nel maturarsi del pensiero morettiano, i segni di una francescanità, di una 'umbrietà', costitutive ed originarie. In effetti è nel francescanesimo che il pensiero del maestro si è alimentato ed ha trovato estensione nel confronto decisivo con le questioni dell'ontologia e della metafisica contemporanea. Il filosofo umbro trovò subito il modo di sciogliere e risolvere in chiave cristiana il carabellesiano «problema teologico come filosofia»; e soprattutto seppe riconoscere il carattere 'ascetico' della filosofia anche in dialogo con voci rilevanti della filosofia contemporanea come Martin Heidegger.

Per info: Martino Bozza, La categoria cristologica nello sviluppo del pensiero di Teodorico Moretti-Costanzi


edith stein lexikon 978 3 451 34550 0 52349

von MARCUS KNAUP (Herausgeber), HARALD SEUBERT (Herausgeber), Edith Stein-Lexikon, Verlag Herder 2017

Im Anschluss an die Edith Stein-Gesamtausgabe (ESGA) erschließt das Edith Stein-Lexikon das denkerische Erbe, die philosophiegeschichtliche wie phänomenologische Bedeutung Edith Steins (1891–1942) weiter und macht es im problemgeschichtlichen und systematischen Sinn sichtbar. Die von über 40 Stein-Forschern aus verschiedenen Ländern und Generationen verfassten über 250 Artikel informieren über Bedeutung und Genese der für Edith Stein zentralen Begriffe und Termini. Das Lexikon wendet sich an alle am Denken Edith Steins Interessierte, an Dozierende, Studierende und an alle neugierigen Leser, die ermutigt und angeregt werden, sich den Originaltexten Edith Steins zum ersten Mal zuzuwenden.

Per info: Edith Stein-Lexikon


vanoni

LUCA VANONI, Pluralismo religioso e Stato (post) secolareG. Giappichelli Editore 2016

Per definirsi "Stati moderni", le nostre democrazie non devono solamente essere capaci di garantire la libertà e l'uguaglianza dei loro cittadini di fronte alla legge, ma sono altresì chiamate ad assicurare una certa separazione tra la sfera temporale e quella spirituale, tra la politica e la religione, tra la Chiesa e lo Stato: tant'è che «si è oggi comunemente d'accordo nel ritenere che le democrazie moderne debbano essere "secolari". Sotto il profilo costituzionale, tale compito è assolto - nel nostro ordinamento così come in altri - dal principio di laicità. Ma cosa significa davvero Stato laico o Stato secolare? La risposta a queste domande affonda le sue radici nella storia del pensiero giuridico europeo e non solo. Intesi in termini generali, il secolarismo o la laicità descrivono un atteggiamento complessivo dei pubblici poteri nei confronti del fenomeno religioso che segue il processo di secolarizzazione delle democrazie costituzionali, ovverosia il graduale distacco dell' ordinamento politico dal suo originario fondamento religioso.

Per info: Pluralismo religioso e Stato (post) secolare


la realta di cristo

FERDINAND EBNER, La realtà di Cristo, Morcelliana, 2017

Il volume raccoglie per la prima volta in italiano, a cura di Nunzio Bombaci, gli scritti cristologici di Ferdinand Ebner, un protagonista – insieme a Franz Rosenzweig e Martin Buber – del “pensiero dialogico”. L’originalità del filosofo austriaco consegue dalla sua conversione al cristianesimo: la “realtà di Cristo” è via dialogica per eccellenza, autentica relazione tra l’uomo e la trascendenza. Il Logos si alimenta nella Parola dei Vangeli e, viceversa, la fede vissuta si riflette in una cristologia radicale. Ecco perché questi scritti – originariamente apparsi tra il 1920 e il 1922 sulla rivista «Der Brenner», cui collaborarono, fra gli altri, Georg Trakl, Theodor Haecker e Carl Dallago – sono significativi per far luce sull’intera opera ebneriana.

Ferdinand Ebner (1882-1931), tra i fondatori del pensiero dialogico, è uno dei maggiori filosofi tedeschi del Novecento. Tra le sue opere ricordiamo: per San Paolo Frammenti pneumatologici. La parola e le realtà spirituali, a cura di Silvano Zucal (Cinisello Balsamo [Mi] 1998) e per Morcelliana Proviamo a guardare al futuro, a cura di Nunzio Bombaci (Brescia 2009).

Per info: La realtà di Cristo


essere liberta ciancio filosofia escatologia

CLAUDIO CIANCIO, MAURIZIO PAGANO, EZIO GAMBA (a cura di), Filosofia ed escatologia, Mimesis, 2017

La domanda sulle cose ultime ha il suo luogo d’origine nell’esperienza religiosa; essa però riveste un’importanza fondamentale anche per la filosofia, perché rappresenta un modo radicale di interrogarsi sul senso ultimo del mondo e dell’esperienza. La riflessione sull’escatologia è presente in modo eminente nella religione biblica, sia ebraica sia cristiana, con una forte connotazione storica. Un contributo significativo si trova anche in diverse religioni e filosofie del mondo classico, dove però l’interesse per la storia è molto meno rilevante. Il confronto con il tema escatologico attraversa tutta la filosofia occidentale successiva all’età antica. Nella patristica e nella scolastica è stato sviluppato da autori che s’ispiravano alla visione cristiana.

Saggi di Claudio Belloni, Piergiuseppe Bernardi, Remo Bodei, Massimo Borghesi, Giuseppe Cantillo, Claudio Ciancio, Domenico Conte, Gerardo Cunico, Paolo De Benedetti, Adriano Fabris, Giovanni Ferretti, Giovanni Filoramo, Umberto Galeazzi, Claudio Gianotto, Tonino Griffero, Enrico Guglielminetti, Aldo Magris, Letterio Mauro, Virgilio Melchiorre, Giampiero Moretti, Massimo Mori, Maurizio Pagano, Pier Paolo Portinaro, Marco Rainini, Ilaria Ramelli, Giuseppe Riconda, Sergio Rostagno, Paolo Sacchi, Marco Salvioli, Francesco Scanziani, Francesco Tomatis e Matteo Vegetti.

Claudio Ciancio, professore emerito di Filosofia teoretica presso l’Università del Piemonte Orientale, è autore di studi sulla filosofia classica tedesca, in particolare su Jacobi, Schelling e Schlegel. Allievo di Pareyson, ha poi offerto sviluppi teorici del suo pensiero in lavori quali Il paradosso della verità (1999), Libertà e dono dell’essere (2009) e Percorsi della libertà (2012).

Maurizio Pagano, professore ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università del Piemonte Orientale, ha pubblicato studi sul pensiero di Hegel e sulla questione del pluralismo culturale e religioso, considerato nel contesto del dibattito contemporaneo. Inoltre ha curato il volume: Lo spirito. Percorsi nella filosofia e nelle culture (2011).

Ezio Gamba è assegnista di ricerca in Filosofia presso l’Università del Piemonte Orientale e docente incaricato presso la Sezione Parallela di Torino della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale; è autore di saggi su Hermann Cohen e su Michel Henry.

Per info: Filosofia ed escatologia


Essere

SANTINO CAVACIUTI, Essere e libertà. Itinerari verso la tesi dell'«essere originario» come libertà, Rubbettino, 2017

La tesi fondamentale del volume, presentata secondo un progressivo approfondimento della medesima, è l'identità dell'essere originario con la libertà, intesa come potenza di iniziativa, di creatività. Su quella di fondo si innesta la tesi della essenziale "vocazione" della libertà: quella del passaggio dalla condizione di "potenzialità" alla sua "attualità", in forza della sua natura, cioè di essere potenza di. E l'attualità della libertà come "potenza di creatività" è la creatività in atto, che è "donazione di essere": in altre parole, è amore. Per cui la "vocazione" della libertà è l'amore. Proprio in quanto la libertà è "informata" di una sua "vocazione" a "realizzarsi" in amore, essa non è "statica": è un "inizio", non è un "risultato", non è il "valore supremo", se non "in potenza". Sulla base di queste due tesi, è dato comprendere, quale declinazione somma della libertà, come l'Assoluto sia concepito come Amore, cioè come Libertà, "Potenza di creatività" totalmente "realizzata".

Per info: Santino Cavaciuti, Essere e libertà. Itinerari verso la tesi dell'«essere originario» come libertà


Stefani SULLLE TRACCE DI DIO

PIERO STEFANI, Sulle tracce di Dio, Edizioni Qiqajon, 2017

Gli aforismi sono paragonabili a gocce, sono come lampi nella notte; un bagliore momentaneo presto riassorbito dalla compattezza delle tenebre. L’autore fissa nella scrittura i propri pensieri, semplici e profondi al tempo stesso, e ci accompagna così in un percorso “dall’uomo a Dio”, attraverso un flusso di aforismi, concatenati tra loro grazie alla tensione che guida tutto lo scritto: verso Dio e verso l’uomo. Nell’ambito della fede non è affatto paradossale affermare che la persona umana, quando si rivolge al proprio simile, cammina sulle tracce di Dio. La Bibbia ci attesta infatti che Dio non si preoccupa di se stesso, ma delle proprie creature. Così l’essere umano imita Dio quando, anche senza pensare al suo Signore, si prende cura di un’altra persona.

PIERO STEFANI, (Ferrara 1949) è docente di Bibbia e cultura presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano ed è presidente del SAE (Segretariato attività ecumeniche). La sua ricerca verte su temi legati al dialogo ecumenico e interreligioso, all’ebraismo e al nesso tra Bibbia e culture..  

Per info: Sulle tracce di Dio,


coccoli

GUIDO COCCOLI, Il Dio di Hegel. Figure della religione nella «Fenomenologia dello spirito»: analisi e commento, Stamen, 2017

Dalle pagine della «Fenomenologia dello spirito» emerge chiaramente come per Hegel la religione costituisca il primo livello di autoconoscenza disponibile per ogni raggruppamento umano. Ogni popolo attraverso di essa rappresenta se stesso, si costruisce, cioè, un'immagine identitaria attraverso un insieme di narrazioni fantastiche e pratiche rituali. Il segreto nascosto in ogni religione è, dunque, la sua reale provenienza dall'immaginazione umana. Ciò non toglie, però, ed è questo il punto decisivo, che nel cuore di ogni dottrina religiosa si manifesti, seppur sempre nelle forme della rappresentazione, la verità, cioè una autentica comprensione del senso che pervade la società che l'ha prodotta. Ogni popolo ha dunque la sua religione e il progresso di tutte queste religioni si scandisce come quello dei popoli lungo l'itinerario che conduce verso l'acquisizione da parte dell'uomo della piena coscienza della sua condizione di soggetto libero e razionale.

GUIDO COCCOLI, ha insegnato per molti anni presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università «La Sapienza» di Roma», prima come docente di Filosofia e scienze storico-sociali e successivamente di Filosofia della storia. Si occupa da tempo della filosofia di Hegel, con particolare riferimento, negli ultimi anni, alla questione dell’antropologia hegeliana. Altro tema della sua ricerca è quello delle relazioni tra psicoanalisi, filosofia e scienze sociali, con una particolare attenzione per la ricostruzione delle fonti filosofiche e scientifiche del pensiero freudiano e per l’indagine sulla sua eredità nella ricerca sociale del Novecento.  

Per info: Guido Coccoli, Il Dio di Hegel. Figure della religione nella «Fenomenologia dello spirito»: analisi e commento


eliade

MIRCEA ELIADE, Psicologia della meditazione indiana, Edizioni Mediterranee 2016

Frutto delle ricerche condotte in India sotto la guida di S. Dasgupta e redatto nei primi anni Trenta, "Psicologia della meditazione indiana" (Psihologia meditatiei indiene) è il primo lavoro scientifico di ampio respiro del giovane Eliade: si tratta della sua tesi di dottorato, sostenuta nel 1933, che gli aprì le porte alla carriera universitaria. Il dattiloscritto della tesi fu scoperto negli archivi dell'Università di Bucarest dallo studioso Constantin Popescu-Cadem che lo pubblicò, inizialmente sulla "Revista de Istorie si teorie literarà" (1983-1985) e, successivamente (1992), come volume indipendente. Il lettore ha davanti il testo-base o lo "Yoga zero", all'origine degli sviluppi successivi sfociati nei vari libri che lo studioso romeno avrebbe dedicato all'argomento a partire dal 1936; esso getta nuova luce sull'approccio e le fonti di una ricerca sullo yoga, pionieristica e ancora in fieri, intrapresa da Mircea Eliade durante il suo decisivo contatto con la cultura indiana.

MIRCEA ELIADENato a Bucarest nel 1907, ha vissuto in India dal 1928 al 1932. Ha insegnato filosofia all’Università di Bucarest dal 1933 al 1940. Addetto culturale a Londra e poi a Lisbona, nel 1945 viene nominato professore presso l’École des Hautes Études a Parigi. Ha insegnato alla Sorbona e in diverse università europee. Dal 1957 è stato titolare della cattedra di Storia delle religioni dell’Università di Chicago, dove nel 1985 è stata istituita la cattedra «Mircea Eliade» a lui dedicata. Fra i suoi libri, ricordiamo il Trattato di storia delle religioni, Il sacro e il profano, Arti del metallo e alchimia, La foresta proibita. È morto a Chicago il 22 aprile 1986.  

Per info: Mircea Eliade, Psicologia della meditazione indiana


zucal

SILVANO ZUCAL, Filosofia della nascita, Morcelliana, 2017

La nascita è, per tutti, l'esperienza straordinaria dell'accesso alla vita umana, e in quanto tale è un concetto che ha una potenzialità filosofica. Eppure il pensiero occidentale del Novecento si è perlopiù soffermato sulla morte come condizione ontologica fondamentale e solo sporadicamente sulla nascita, seppur questa vi lasci una significativa traccia. Una corrente sotterranea, ma carica di senso, qui indagata per la prima volta in maniera sistematica in un percorso che va dall'antica Grecia (il Sileno, Saffo, Eschilo, Sofocle, Euripide, Erodoto...) all'Antico Testamento (Geremia, Giobbe, Qoèlet...), dallo gnosticismo al pensiero cristiano medievale, con incursioni nel Novecento, attraverso alcuni dei suoi più profondi interpreti (Emil Cioran, Giinther Anders, Peter Sloterdijk, Hannah Arendt, Michel Henry, Jean-Luc Marion, Emmanuel Lévinas, Maria Zambrano, Romano Guardini...). Una lettura dell'evento natale capace di aprire molteplici prospettive, sia al "femminile" - con Hannah Arendt e Maria Zambrano -sia al "maschile", seguendo le principali prospettive fenomenologiche ma anche autori di confine come Hans Saner, originale allievo di Karl Jaspers. La nascita come categoria filosofica, indicando T'Inizio" ma anche la "rinascita", assurge a cifra dell'umano, permettendone una lettura antropologica, etica, teologica.

SILVANO ZUCAL, professore di Filosofia teoretica e Filosofia della religione nell’Università di Trento, si è dedicato allo studio di Rahner, Guardini, von Balthasar, Bonhoeffer, Ebner, Buber, Zambrano, Landsberg, Picard, del “Brenner-Kreis”, del pensiero dialogico e della filosofia della parola e del silenzio. Per l’Editrice Morcelliana è coordinatore scientifico dell’Opera Omnia di Romano Guardini e ha pubblicato i volumi: Ferdinand Ebner. La «nostalgia» della parola (1999); Lineamenti di pensiero dialogico (2004), L’Angelo nel pensiero contemporaneo, (2012) e Preghiera e filosofia dialogica, (2014).  

Per info: Silvano Zucal, Filosofia della nascita


LEuropa e le religioni COVER sito

L’Europa e le religioni, a cura di Pierfrancesco Stagi, Castelvecchi 2017

La religione rappresenta oggi un argomento di sfida che unisce le comunità, le polarizza, così come le disgrega e le frammenta. Cercare di comprendere le ragioni della religione e di ciò che la lega alla comunità significa penetrare nel magma confuso delle società contemporanee per iniziare il difficile compito di una loro decifrazione. Il potenziale etico delle religioni, che sembrava scomparso tra le maglie della secolarizzazione, torna oggi drammaticamente attuale con l’insorgere, nel dibattito delle società civilizzate, di antiche culture e tradizioni religiose. Qual è il compito del pensiero democratico di fronte a tali fenomeni? Alcune delle principali voci internazionali della filosofia della religione (G. Vattimo, Ch. Taylor, P. Nemo, G.E. Rusconi, P. Stagi, G. Filoramo, il card. Lehmann, P. Coda, C. Ciancio, M. Nicoletti) sono state chiamate a esprimersi su questi interrogativi, dando vita a un volume in cui la cultura occidentale si confronta con quanto di più antico torna a visitarla: l’Estraneo.

PIERFRANCESCO STAGI, docente universitario di Filosofia morale, è tra i maggiori esperti a livello internazionale di filosofia della religione. Tra i suoi scritti principali: Il giovane Heidegger. Verità e Rivelazione (con Presentazione di G. Vattimo, 2010); Ermeneutica e religione. La storia e il futuro dell’ermeneutica contemporanea (2013); Che cos’è il cristianesimo. Introduzione a v. Harnack (2013); Di Dio e dell’essere. Un secolo di Heidegger (2013); La filosofia della religione di Adolf Reinach (2015); La nascita del sacro. Teorie della religione (2015).  

Per info su L’Europa e le religioni, a cura di Pierfrancesco Stagi


abitare

FRANCESCA SBARDELLA, Abitare il silenzio. Un’antropologa in clausura, Viella, 2015

Per la prima volta un’antropologa e storica delle religioni entra nel mondo claustrale cattolico, per motivi di ricerca, come se fosse una postulante. Il limite di accesso, fisico e simbolico, che caratterizza di solito i monasteri, ha spesso prodotto dei lavori di riflesso, in cui l’esperienza di campo, in quanto ambiente comunicativo di incontro, è del tutto assente o deformata. Tali luoghi sono di solito conosciuti attraverso i testi scritti e i racconti dei religiosi che vivono in quel mondo ma che non permettono ad altri di entrarvi. Questo lavoro nasce da un’etnografia partecipata, in veste di attrice sociale protagonista, all’interno di due monasteri francesi di Carmelitane scalze. L’autrice sperimenta e racconta, in prima persona, quelle “minuzie della vita quotidiana” delle monache che sfuggono di solito agli occhi dello studioso, ma che danno forma a processi comunitari e, nel tempo, costruiscono la donna religiosa. L’ideale a cui tende il gruppo monastico non è dato esclusivamente dai testi, che lo definiscono e lo descrivono, ma soprattutto dalla pratica, che costruisce un proprio modello applicativo e che nasce dall’agire stesso. Questo porta la studiosa a vedere come la regola sia applicata nella pratica e quali sfasature si vengano a creare tra ortodossia e ortoprassi.

Per info: Francesca Sbardella, Abitare il silenzio. Un’antropologa in clausura


conflitto

FRANCESCA TRAMONTANO, Il conflitto pubblico fra religioso e profano, ESI, 2016

Un'ampia giurisprudenza europea stimola a ripensare teoreticamente la dialettica tra profano e religioso entro lo spazio che si definisce "pubblico". Tuttavia il dibattito filosofico-giuridico contemporaneo si iscrive entro un'alternativa topologica che separa il pensiero religioso dal pensiero profano e tralascia l'analisi dei fondamenti metodologici su cui le due prospettive poggiano. Questo studio si propone di analizzare i punti di contatto delle due prospettive sotto il profilo metodologico e spinge l'indagine alle radici dell'esperienza francese della libertà dei culti all'alba dei Lumi, ovvero alle radici dell'ideale laico.

FRANCESCA TRAMONTANO, Dottore ricerca in Filosofia del Diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Torino. Dopo aver indagato le radici del conflitto religioso entro lo spazio pubblico francese presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, è stata Visiting Researcher entro il Transnational Research Programme presso il Law Center della Georgetown University di Washington, DC, USA. Dal 2015 fa parte del progetto di ricerca La Natura Come Esperienza, presso la Facoltà Teologica Teologica dell'Italia Centrale.

Per info:  Francesca Tramontano, Il conflitto pubblico fra religioso e profano


 

Eventi e convegni
21-23 FEBRUARY 2019 -CLAREMONT CALIFORNIA - CALL FOR PAPERS
28 -28 NOVEMBRE 2018 -NAPOLI 
16-17 NOVEMBRE 2018 - FIRENZE
23 - 24 OCTOBER 2018 - URBINO - ITALY
CALL FOR PAPERS
18-20 OCTOBER  2018 - WARSAW - POLAND

L'UMANO E IL DIVINO /COLLANA DI 
FILOSOFIA DELLA RELIGIONE
 

IL PENSIERO FILOSOFICO-RELIGIOSO
ITALIANO
 
Novità Bibliografica

9788825518221

 

Appello e decisione.

Arte, linguaggio e

poesia tra Martin

Heidegger, Romano

Guardini e Walter F.

Otto

 

Domenico Burzo

 

 

Aracne 2018

Attraverso l’intrecciarsi del loro pensiero a partire dalle vicende biografiche, il volume conduce un dialogo a tre tra Heidegger, Guardini e Otto rilevando in essi, tra analogie e differenze, la centralità dell’esperienza artistica e della parola poetica come luoghi privilegiati di apertura dell’essere e di rivelazione del sacro. L’attenzione si rivolge prima alla concezione dell’esperienza artistica e alla sua fondamentale valenza ontologica, per poi indagare la natura del linguaggio e del dire poetico. Arte e poesia emergono come il porsi in opera della verità attraverso le immagini e gli sguardi provenienti dall’apertura del sacro. Ne deriva che la riscoperta e la riabilitazione del sacro sono tra i maggiori traguardi del pensiero dei tre filosofi nel contesto culturale del XX secolo. Tuttavia, non potendo mai essere frutto esclusivo di un processo razionale dimostrativo, il senso attribuito a tale riscoperta dipenderà necessariamente dall’opzione personale di ciascuno dinanzi alla propria esperienza e alle sfide del nostro tempo.

Domenico Burzo vive a Montalbano Jonico. Dopo studi classici si è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Abilitatosi all’insegnamento nella scuola superiore di secondo grado, dal 2007 è docente di Filosofia nei licei. Tra le pubblicazioni recenti ricordiamo i volumi Sul limitare del crepuscolo. L’intuizione platonica nel pensiero di Pavel A. Florenskij, Aracne editrice, Roma 2018 e Appello e decisione. Arte, linguaggio e poesia tra Martin Heidegger, Romano Guardini e Walter F. Otto, Aracne, Roma 2018. Ha pubblicato inoltre Il valore delle immagini. Un confronto tra Martin Heidegger e Romano Guardini e Il mito di Gige. Alle origini dell’identità europea, in «Logoi.ph»; Deinòn. La percezione originaria del sacro e Hagnòs. Il sacro e la sua manifestazione, in «Dialegesthai»; . Altri saggi riguardanti diversi aspetti del pensiero di Romano Guardini, Pavel Florenskij e Mircea Eliade sono in corso di pubblicazione.

Per info: Domenico Burzo, ppello e decisione. Arte, linguaggio e poesia tra Martin Heidegger, Romano Guardini e Walter F. Otto