L'Associazione Italiana di Filosofia della Religione (AIFR) riunisce i docenti italiani e i ricercatori presso le Università italiane di Filosofia della Religione


N. 5 Novembre - Dicembre 2017 
ISSN 2532 - 1676

Direttore responsabile: 
Pierfrancesco Stagi

Il Comitato scientifico

Andrea Aguti (Presidente AIFR, Università di Urbino), Annalisa Caputo (Università di Bari), Carla Canullo (Università di Macerata), Roberto Celada Ballanti (Università di Genova), Virgilio Cesarone (Università di Chieti-Pescara), Francesco Paolo Ciglia (Università di Chieti-Pescara), Giuseppina De Simone (Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale) Adriano Fabris (Università di Pisa), Francesco Miano (Università di Roma "Tor Vergata"), Sergio Sorrentino (Università di Salerno), Pierfrancesco Stagi (Università di Torino), Pierluigi Valenza (Università "La Sapienza" di Roma), Silvano Zucal (Università di Trento)

Il Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) è riconosciuta dal MIUR, Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, come pubblicazione ufficiale per l'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN): è possibile inserire gli articoli pubblicati sul Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) nell'elenco delle pubblicazioni per accedere all'Insegnamento Universitario

Bibliografia


edith stein lexikon 978 3 451 34550 0 52349

von MARCUS KNAUP (Herausgeber), HARALD SEUBERT (Herausgeber), Edith Stein-Lexikon, Verlag Herder 2017

Im Anschluss an die Edith Stein-Gesamtausgabe (ESGA) erschließt das Edith Stein-Lexikon das denkerische Erbe, die philosophiegeschichtliche wie phänomenologische Bedeutung Edith Steins (1891–1942) weiter und macht es im problemgeschichtlichen und systematischen Sinn sichtbar. Die von über 40 Stein-Forschern aus verschiedenen Ländern und Generationen verfassten über 250 Artikel informieren über Bedeutung und Genese der für Edith Stein zentralen Begriffe und Termini. Das Lexikon wendet sich an alle am Denken Edith Steins Interessierte, an Dozierende, Studierende und an alle neugierigen Leser, die ermutigt und angeregt werden, sich den Originaltexten Edith Steins zum ersten Mal zuzuwenden.

Per info: Edith Stein-Lexikon


vanoni

LUCA VANONI, Pluralismo religioso e Stato (post) secolareG. Giappichelli Editore 2016

Per definirsi "Stati moderni", le nostre democrazie non devono solamente essere capaci di garantire la libertà e l'uguaglianza dei loro cittadini di fronte alla legge, ma sono altresì chiamate ad assicurare una certa separazione tra la sfera temporale e quella spirituale, tra la politica e la religione, tra la Chiesa e lo Stato: tant'è che «si è oggi comunemente d'accordo nel ritenere che le democrazie moderne debbano essere "secolari". Sotto il profilo costituzionale, tale compito è assolto - nel nostro ordinamento così come in altri - dal principio di laicità. Ma cosa significa davvero Stato laico o Stato secolare? La risposta a queste domande affonda le sue radici nella storia del pensiero giuridico europeo e non solo. Intesi in termini generali, il secolarismo o la laicità descrivono un atteggiamento complessivo dei pubblici poteri nei confronti del fenomeno religioso che segue il processo di secolarizzazione delle democrazie costituzionali, ovverosia il graduale distacco dell' ordinamento politico dal suo originario fondamento religioso.

Per info: Pluralismo religioso e Stato (post) secolare


la realta di cristo

FERDINAND EBNER, La realtà di Cristo, Morcelliana, 2017

Il volume raccoglie per la prima volta in italiano, a cura di Nunzio Bombaci, gli scritti cristologici di Ferdinand Ebner, un protagonista – insieme a Franz Rosenzweig e Martin Buber – del “pensiero dialogico”. L’originalità del filosofo austriaco consegue dalla sua conversione al cristianesimo: la “realtà di Cristo” è via dialogica per eccellenza, autentica relazione tra l’uomo e la trascendenza. Il Logos si alimenta nella Parola dei Vangeli e, viceversa, la fede vissuta si riflette in una cristologia radicale. Ecco perché questi scritti – originariamente apparsi tra il 1920 e il 1922 sulla rivista «Der Brenner», cui collaborarono, fra gli altri, Georg Trakl, Theodor Haecker e Carl Dallago – sono significativi per far luce sull’intera opera ebneriana.

Ferdinand Ebner (1882-1931), tra i fondatori del pensiero dialogico, è uno dei maggiori filosofi tedeschi del Novecento. Tra le sue opere ricordiamo: per San Paolo Frammenti pneumatologici. La parola e le realtà spirituali, a cura di Silvano Zucal (Cinisello Balsamo [Mi] 1998) e per Morcelliana Proviamo a guardare al futuro, a cura di Nunzio Bombaci (Brescia 2009).

Per info: La realtà di Cristo


essere liberta ciancio filosofia escatologia

CLAUDIO CIANCIO, MAURIZIO PAGANO, EZIO GAMBA (a cura di), Filosofia ed escatologia, Mimesis, 2017

La domanda sulle cose ultime ha il suo luogo d’origine nell’esperienza religiosa; essa però riveste un’importanza fondamentale anche per la filosofia, perché rappresenta un modo radicale di interrogarsi sul senso ultimo del mondo e dell’esperienza. La riflessione sull’escatologia è presente in modo eminente nella religione biblica, sia ebraica sia cristiana, con una forte connotazione storica. Un contributo significativo si trova anche in diverse religioni e filosofie del mondo classico, dove però l’interesse per la storia è molto meno rilevante. Il confronto con il tema escatologico attraversa tutta la filosofia occidentale successiva all’età antica. Nella patristica e nella scolastica è stato sviluppato da autori che s’ispiravano alla visione cristiana.

Saggi di Claudio Belloni, Piergiuseppe Bernardi, Remo Bodei, Massimo Borghesi, Giuseppe Cantillo, Claudio Ciancio, Domenico Conte, Gerardo Cunico, Paolo De Benedetti, Adriano Fabris, Giovanni Ferretti, Giovanni Filoramo, Umberto Galeazzi, Claudio Gianotto, Tonino Griffero, Enrico Guglielminetti, Aldo Magris, Letterio Mauro, Virgilio Melchiorre, Giampiero Moretti, Massimo Mori, Maurizio Pagano, Pier Paolo Portinaro, Marco Rainini, Ilaria Ramelli, Giuseppe Riconda, Sergio Rostagno, Paolo Sacchi, Marco Salvioli, Francesco Scanziani, Francesco Tomatis e Matteo Vegetti.

Claudio Ciancio, professore emerito di Filosofia teoretica presso l’Università del Piemonte Orientale, è autore di studi sulla filosofia classica tedesca, in particolare su Jacobi, Schelling e Schlegel. Allievo di Pareyson, ha poi offerto sviluppi teorici del suo pensiero in lavori quali Il paradosso della verità (1999), Libertà e dono dell’essere (2009) e Percorsi della libertà (2012).

Maurizio Pagano, professore ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università del Piemonte Orientale, ha pubblicato studi sul pensiero di Hegel e sulla questione del pluralismo culturale e religioso, considerato nel contesto del dibattito contemporaneo. Inoltre ha curato il volume: Lo spirito. Percorsi nella filosofia e nelle culture (2011).

Ezio Gamba è assegnista di ricerca in Filosofia presso l’Università del Piemonte Orientale e docente incaricato presso la Sezione Parallela di Torino della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale; è autore di saggi su Hermann Cohen e su Michel Henry.

Per info: Filosofia ed escatologia


Essere

SANTINO CAVACIUTI, Essere e libertà. Itinerari verso la tesi dell'«essere originario» come libertà, Rubbettino, 2017

La tesi fondamentale del volume, presentata secondo un progressivo approfondimento della medesima, è l'identità dell'essere originario con la libertà, intesa come potenza di iniziativa, di creatività. Su quella di fondo si innesta la tesi della essenziale "vocazione" della libertà: quella del passaggio dalla condizione di "potenzialità" alla sua "attualità", in forza della sua natura, cioè di essere potenza di. E l'attualità della libertà come "potenza di creatività" è la creatività in atto, che è "donazione di essere": in altre parole, è amore. Per cui la "vocazione" della libertà è l'amore. Proprio in quanto la libertà è "informata" di una sua "vocazione" a "realizzarsi" in amore, essa non è "statica": è un "inizio", non è un "risultato", non è il "valore supremo", se non "in potenza". Sulla base di queste due tesi, è dato comprendere, quale declinazione somma della libertà, come l'Assoluto sia concepito come Amore, cioè come Libertà, "Potenza di creatività" totalmente "realizzata".

Per info: Santino Cavaciuti, Essere e libertà. Itinerari verso la tesi dell'«essere originario» come libertà


Stefani SULLLE TRACCE DI DIO

PIERO STEFANI, Sulle tracce di Dio, Edizioni Qiqajon, 2017

Gli aforismi sono paragonabili a gocce, sono come lampi nella notte; un bagliore momentaneo presto riassorbito dalla compattezza delle tenebre. L’autore fissa nella scrittura i propri pensieri, semplici e profondi al tempo stesso, e ci accompagna così in un percorso “dall’uomo a Dio”, attraverso un flusso di aforismi, concatenati tra loro grazie alla tensione che guida tutto lo scritto: verso Dio e verso l’uomo. Nell’ambito della fede non è affatto paradossale affermare che la persona umana, quando si rivolge al proprio simile, cammina sulle tracce di Dio. La Bibbia ci attesta infatti che Dio non si preoccupa di se stesso, ma delle proprie creature. Così l’essere umano imita Dio quando, anche senza pensare al suo Signore, si prende cura di un’altra persona.

PIERO STEFANI, (Ferrara 1949) è docente di Bibbia e cultura presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano ed è presidente del SAE (Segretariato attività ecumeniche). La sua ricerca verte su temi legati al dialogo ecumenico e interreligioso, all’ebraismo e al nesso tra Bibbia e culture..  

Per info: Sulle tracce di Dio,


coccoli

GUIDO COCCOLI, Il Dio di Hegel. Figure della religione nella «Fenomenologia dello spirito»: analisi e commento, Stamen, 2017

Dalle pagine della «Fenomenologia dello spirito» emerge chiaramente come per Hegel la religione costituisca il primo livello di autoconoscenza disponibile per ogni raggruppamento umano. Ogni popolo attraverso di essa rappresenta se stesso, si costruisce, cioè, un'immagine identitaria attraverso un insieme di narrazioni fantastiche e pratiche rituali. Il segreto nascosto in ogni religione è, dunque, la sua reale provenienza dall'immaginazione umana. Ciò non toglie, però, ed è questo il punto decisivo, che nel cuore di ogni dottrina religiosa si manifesti, seppur sempre nelle forme della rappresentazione, la verità, cioè una autentica comprensione del senso che pervade la società che l'ha prodotta. Ogni popolo ha dunque la sua religione e il progresso di tutte queste religioni si scandisce come quello dei popoli lungo l'itinerario che conduce verso l'acquisizione da parte dell'uomo della piena coscienza della sua condizione di soggetto libero e razionale.

GUIDO COCCOLI, ha insegnato per molti anni presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università «La Sapienza» di Roma», prima come docente di Filosofia e scienze storico-sociali e successivamente di Filosofia della storia. Si occupa da tempo della filosofia di Hegel, con particolare riferimento, negli ultimi anni, alla questione dell’antropologia hegeliana. Altro tema della sua ricerca è quello delle relazioni tra psicoanalisi, filosofia e scienze sociali, con una particolare attenzione per la ricostruzione delle fonti filosofiche e scientifiche del pensiero freudiano e per l’indagine sulla sua eredità nella ricerca sociale del Novecento.  

Per info: Guido Coccoli, Il Dio di Hegel. Figure della religione nella «Fenomenologia dello spirito»: analisi e commento


eliade

MIRCEA ELIADE, Psicologia della meditazione indiana, Edizioni Mediterranee 2016

Frutto delle ricerche condotte in India sotto la guida di S. Dasgupta e redatto nei primi anni Trenta, "Psicologia della meditazione indiana" (Psihologia meditatiei indiene) è il primo lavoro scientifico di ampio respiro del giovane Eliade: si tratta della sua tesi di dottorato, sostenuta nel 1933, che gli aprì le porte alla carriera universitaria. Il dattiloscritto della tesi fu scoperto negli archivi dell'Università di Bucarest dallo studioso Constantin Popescu-Cadem che lo pubblicò, inizialmente sulla "Revista de Istorie si teorie literarà" (1983-1985) e, successivamente (1992), come volume indipendente. Il lettore ha davanti il testo-base o lo "Yoga zero", all'origine degli sviluppi successivi sfociati nei vari libri che lo studioso romeno avrebbe dedicato all'argomento a partire dal 1936; esso getta nuova luce sull'approccio e le fonti di una ricerca sullo yoga, pionieristica e ancora in fieri, intrapresa da Mircea Eliade durante il suo decisivo contatto con la cultura indiana.

MIRCEA ELIADENato a Bucarest nel 1907, ha vissuto in India dal 1928 al 1932. Ha insegnato filosofia all’Università di Bucarest dal 1933 al 1940. Addetto culturale a Londra e poi a Lisbona, nel 1945 viene nominato professore presso l’École des Hautes Études a Parigi. Ha insegnato alla Sorbona e in diverse università europee. Dal 1957 è stato titolare della cattedra di Storia delle religioni dell’Università di Chicago, dove nel 1985 è stata istituita la cattedra «Mircea Eliade» a lui dedicata. Fra i suoi libri, ricordiamo il Trattato di storia delle religioni, Il sacro e il profano, Arti del metallo e alchimia, La foresta proibita. È morto a Chicago il 22 aprile 1986.  

Per info: Mircea Eliade, Psicologia della meditazione indiana


zucal

SILVANO ZUCAL, Filosofia della nascita, Morcelliana, 2017

La nascita è, per tutti, l'esperienza straordinaria dell'accesso alla vita umana, e in quanto tale è un concetto che ha una potenzialità filosofica. Eppure il pensiero occidentale del Novecento si è perlopiù soffermato sulla morte come condizione ontologica fondamentale e solo sporadicamente sulla nascita, seppur questa vi lasci una significativa traccia. Una corrente sotterranea, ma carica di senso, qui indagata per la prima volta in maniera sistematica in un percorso che va dall'antica Grecia (il Sileno, Saffo, Eschilo, Sofocle, Euripide, Erodoto...) all'Antico Testamento (Geremia, Giobbe, Qoèlet...), dallo gnosticismo al pensiero cristiano medievale, con incursioni nel Novecento, attraverso alcuni dei suoi più profondi interpreti (Emil Cioran, Giinther Anders, Peter Sloterdijk, Hannah Arendt, Michel Henry, Jean-Luc Marion, Emmanuel Lévinas, Maria Zambrano, Romano Guardini...). Una lettura dell'evento natale capace di aprire molteplici prospettive, sia al "femminile" - con Hannah Arendt e Maria Zambrano -sia al "maschile", seguendo le principali prospettive fenomenologiche ma anche autori di confine come Hans Saner, originale allievo di Karl Jaspers. La nascita come categoria filosofica, indicando T'Inizio" ma anche la "rinascita", assurge a cifra dell'umano, permettendone una lettura antropologica, etica, teologica.

SILVANO ZUCAL, professore di Filosofia teoretica e Filosofia della religione nell’Università di Trento, si è dedicato allo studio di Rahner, Guardini, von Balthasar, Bonhoeffer, Ebner, Buber, Zambrano, Landsberg, Picard, del “Brenner-Kreis”, del pensiero dialogico e della filosofia della parola e del silenzio. Per l’Editrice Morcelliana è coordinatore scientifico dell’Opera Omnia di Romano Guardini e ha pubblicato i volumi: Ferdinand Ebner. La «nostalgia» della parola (1999); Lineamenti di pensiero dialogico (2004), L’Angelo nel pensiero contemporaneo, (2012) e Preghiera e filosofia dialogica, (2014).  

Per info: Silvano Zucal, Filosofia della nascita


LEuropa e le religioni COVER sito

L’Europa e le religioni, a cura di Pierfrancesco Stagi, Castelvecchi 2017

La religione rappresenta oggi un argomento di sfida che unisce le comunità, le polarizza, così come le disgrega e le frammenta. Cercare di comprendere le ragioni della religione e di ciò che la lega alla comunità significa penetrare nel magma confuso delle società contemporanee per iniziare il difficile compito di una loro decifrazione. Il potenziale etico delle religioni, che sembrava scomparso tra le maglie della secolarizzazione, torna oggi drammaticamente attuale con l’insorgere, nel dibattito delle società civilizzate, di antiche culture e tradizioni religiose. Qual è il compito del pensiero democratico di fronte a tali fenomeni? Alcune delle principali voci internazionali della filosofia della religione (G. Vattimo, Ch. Taylor, P. Nemo, G.E. Rusconi, P. Stagi, G. Filoramo, il card. Lehmann, P. Coda, C. Ciancio, M. Nicoletti) sono state chiamate a esprimersi su questi interrogativi, dando vita a un volume in cui la cultura occidentale si confronta con quanto di più antico torna a visitarla: l’Estraneo.

PIERFRANCESCO STAGI, docente universitario di Filosofia morale, è tra i maggiori esperti a livello internazionale di filosofia della religione. Tra i suoi scritti principali: Il giovane Heidegger. Verità e Rivelazione (con Presentazione di G. Vattimo, 2010); Ermeneutica e religione. La storia e il futuro dell’ermeneutica contemporanea (2013); Che cos’è il cristianesimo. Introduzione a v. Harnack (2013); Di Dio e dell’essere. Un secolo di Heidegger (2013); La filosofia della religione di Adolf Reinach (2015); La nascita del sacro. Teorie della religione (2015).  

Per info su L’Europa e le religioni, a cura di Pierfrancesco Stagi


abitare

FRANCESCA SBARDELLA, Abitare il silenzio. Un’antropologa in clausura, Viella, 2015

Per la prima volta un’antropologa e storica delle religioni entra nel mondo claustrale cattolico, per motivi di ricerca, come se fosse una postulante. Il limite di accesso, fisico e simbolico, che caratterizza di solito i monasteri, ha spesso prodotto dei lavori di riflesso, in cui l’esperienza di campo, in quanto ambiente comunicativo di incontro, è del tutto assente o deformata. Tali luoghi sono di solito conosciuti attraverso i testi scritti e i racconti dei religiosi che vivono in quel mondo ma che non permettono ad altri di entrarvi. Questo lavoro nasce da un’etnografia partecipata, in veste di attrice sociale protagonista, all’interno di due monasteri francesi di Carmelitane scalze. L’autrice sperimenta e racconta, in prima persona, quelle “minuzie della vita quotidiana” delle monache che sfuggono di solito agli occhi dello studioso, ma che danno forma a processi comunitari e, nel tempo, costruiscono la donna religiosa. L’ideale a cui tende il gruppo monastico non è dato esclusivamente dai testi, che lo definiscono e lo descrivono, ma soprattutto dalla pratica, che costruisce un proprio modello applicativo e che nasce dall’agire stesso. Questo porta la studiosa a vedere come la regola sia applicata nella pratica e quali sfasature si vengano a creare tra ortodossia e ortoprassi.

Per info: Francesca Sbardella, Abitare il silenzio. Un’antropologa in clausura


conflitto

FRANCESCA TRAMONTANO, Il conflitto pubblico fra religioso e profano, ESI, 2016

Un'ampia giurisprudenza europea stimola a ripensare teoreticamente la dialettica tra profano e religioso entro lo spazio che si definisce "pubblico". Tuttavia il dibattito filosofico-giuridico contemporaneo si iscrive entro un'alternativa topologica che separa il pensiero religioso dal pensiero profano e tralascia l'analisi dei fondamenti metodologici su cui le due prospettive poggiano. Questo studio si propone di analizzare i punti di contatto delle due prospettive sotto il profilo metodologico e spinge l'indagine alle radici dell'esperienza francese della libertà dei culti all'alba dei Lumi, ovvero alle radici dell'ideale laico.

FRANCESCA TRAMONTANO, Dottore ricerca in Filosofia del Diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Torino. Dopo aver indagato le radici del conflitto religioso entro lo spazio pubblico francese presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, è stata Visiting Researcher entro il Transnational Research Programme presso il Law Center della Georgetown University di Washington, DC, USA. Dal 2015 fa parte del progetto di ricerca La Natura Come Esperienza, presso la Facoltà Teologica Teologica dell'Italia Centrale.

Per info:  Francesca Tramontano, Il conflitto pubblico fra religioso e profano


 

Eventi e convegni
Novità Bibliografica
Copertina

 

La categoria cristologica nello sviluppo del pensiero di Teodorico Moretti-Costanzi

 

Martino Bozza

Università degli Studi di Trento 2017

Martino Bozza, nella ricostruzione genetica del pensiero di Moretti-Costanzi, non manca mai di riconoscere, nel maturarsi del pensiero morettiano, i segni di una francescanità, di una 'umbrietà', costitutive ed originarie. In effetti è nel francescanesimo che il pensiero del maestro si è alimentato ed ha trovato estensione nel confronto decisivo con le questioni dell'ontologia e della metafisica contemporanea. Il filosofo umbro trovò subito il modo di sciogliere e risolvere in chiave cristiana il carabellesiano «problema teologico come filosofia»; e soprattutto seppe riconoscere il carattere 'ascetico' della filosofia anche in dialogo con voci rilevanti della filosofia contemporanea come Martin Heidegger.

Per info: Martino Bozza, La categoria cristologica nello sviluppo del pensiero di Teodorico Moretti-Costanzi