Il Nuovo Giornale di Filosofia della Religione è una rivista in collaborazione con l'Associazione Italiana di Filosofia della Religione (AIFR)


N. 15 GENNAIO - APRILE 2021   ISSN 2532 - 1676

Direttore responsabile: 
Pierfrancesco Stagi

Il Comitato scientifico

Andrea Aguti (Presidente AIFR, Università di Urbino), Angela Ales Bello (Pontificia Università Lateranense), Annalisa Caputo (Università di Bari), Carla Canullo (Università di Macerata), Roberto Celada Ballanti (Università di Genova), Virgilio Cesarone (Università di Chieti-Pescara), Francesco Paolo Ciglia (Università di Chieti-Pescara), Giuseppina De Simone (Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale) Adriano Fabris (Università di Pisa), Francesco Miano (Università di Roma "Tor Vergata"), Sergio Sorrentino (Università di Salerno), Pierfrancesco Stagi (Università di Torino), Pierluigi Valenza (Università "La Sapienza" di Roma), Silvano Zucal (Università di Trento)

La Redazione

Francesco Angelone (Reggio Calabria), Claudio Belloni (Milano), Damiano Bondi (Firenze), Omar Brino (Roma), Domenico Burzo (Bari), Giovanni Cogliandro (Roma), Emilio Di Somma (Napoli), Andrea Fiamma (Chieti), Elisa Grimi (Milano), Andreas Lind (Braga), Salvatore Rindone (Enna), Alessio Ruggiero (Salerno), Alfonso Salvatore (Salerno - coordinatore della redazione), Stefano Santasilia (Napoli), Simone Stancampiano (Roma), Angelo Tumminelli (Roma), Michele Turrisi (Catania), Sofia Vescovelli (Genova)


La proposta di un contributo è vincolata al rispetto delle norme redazionali e alla sottoscizione della liberatoria, Norme redazionali e liberatoria

Il Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) è riconosciuta dal MIUR, Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, come pubblicazione ufficiale per l'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN): è possibile inserire gli articoli pubblicati sul Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) nell'elenco delle pubblicazioni per accedere all'Insegnamento Universitario

Pierfrancesco Stagi

T. Petcu - M. Turrisi (a cura di), Filosofia della religione al presente, interviste ad Andrea Aguti, Carla Canullo, Carmelo Dotolo, Adriano Fabris, Giovanni Giorgio, Giovanni Piana, Pierfrancesco Stagi, Stamen 2017.

 

Con il presente volume, che raccoglie alcune interviste ai maggiori filosofi della religione italiani, si inaugura presso l’editore Stamen L’umano e il divino, una collana dedicata espressamente alla filosofia della religione. Particolarmente in questi ultimi anni se ne sente in modo impellente la necessità. La questione religiosa è quotidianamente presente sulle prime pagine di tutti i giornali internazionali, ma spesso è affrontata con superficialità e senza il necessario approfondimento. La religione, quale essa sia e a qualsiasi latitudine si esprima, tocca in profondità la vita di miliardi di persone, ma in modo stupefacente la riflessione su di essa ha un andamento episodico e quasi residuale, abbandonata all’estro dei giornalisti e di opinionisti, che mancano spesso di una adeguata formazione storico-religiosa e filosofico-religiosa.

Questo carattere episodico e incerto è dovuto per un verso agli interdetti religiosi provenienti dalle gerarchie ecclesiastiche, che non vedono sempre di buon occhio il formarsi di una categoria autonoma e scientificamente “laica” che studia il fenomeno religioso, per l’altro al laicismo imperante negli ultimi decenni nelle società avanzate europee, che tendono a relegare in un angolo l’esperienza religiosa, per poi ritrovarsela continuamente tra i piedi nelle forme più disparate e inaspettate.

In molti paesi europei di tradizione protestante la filosofia della religione ha da tempo uno spazio all’interno delle Università sia nei Dipartimenti di Teologia e di Filosofia sia in quelli, sempre più frequenti e di altissimo livello qualitativo, delle Religionswissenschaften. La filosofia della religione è inserita a pieno titolo nel dibattito sulle scienze umane, che l’ha fatta avanzare non poco sulla via della definizione generale del fatto religioso. […]

In Italia la filosofia della religione è rimasta sempre ai margini, chiusa in un ambiente governato dall’influenza ecclesiastica, che non permetteva si discutesse di questioni religiose al di fuori degli ambienti ecclesiastici. Negli ultimi decenni, la nuova generazione, formatasi nelle Università tedesche ed europee, ha portato nuova linfa nel dibattito, al di là delle appartenenze confessionali, e ha contribuito in modo decisivo alla discussione. In Italia le scuole di filosofia della religione hanno continuato per decenni stancamente la filosofia “religiosa” dei loro maestri, appartenenti alla filosofia cattolica del Secondo Dopoguerra (Caracciolo, Mancini, la Neoscolastica dell’Università Cattolica di Milano, Pareyson), filosofi che – con la sola eccezione di Pareyson come storico della filosofia idealista – non hanno avuto un’eco internazionale. La ragione è dovuta al fatto che molti di loro hanno intrapreso la strada della filosofia “religiosa”, in cui si mescolava metafisica e teologia, lumen naturale e dato rivelato, perdendo spesso di vista la riflessione filosofica sul fenomeno religioso complessivo. La loro era una scelta di campo filosofica ed esistenziale, in cui la Rivelazione diventava un semplice dato dell’appropriazione esistenziale, per cui il fenomeno religioso era giustificato dalla stessa autochiarificazione dell’esistenza e non richiedeva un ulteriore supplemento di indagine. Per molti anni in Italia si è pensato che la filosofia della religione coincidesse (o dovesse coincidere) con la filosofia dei filosofi cattolici e che i filosofi cattolici più avanzati non potessero che annoverarsi all’interno dell’esistenzialismo cristiano.

Oggi una simile posizione non è più sostenibile, perché è venuto meno il sostrato che permetteva la stessa identificazione della filosofia cattolica. È l’universo stesso del mondo cattolico di riferimento ad essersi dissolto, per un verso sotto l’opera incessante della secolarizzazione che ha eroso le basi del consenso e l’interesse delle giovani generazioni di studiosi, che si sono orientati verso altri ambiti del pensiero filosofico (filosofia del linguaggio, filosofia della mente, etica pubblica, filosofia della politica), per l’altro a causa di un mutamento stesso della società, in cui l’identità cattolica ha perso il suo carattere di identità di riferimento, caratterizzante lo stile di vita complessivo, e quindi anche lo stile di vita filosofico, per divenire una delle tante identità multiple all’interno di cui è chiamato a vivere l’uomo contemporaneo. Pensare di vivere all’interno di una sola identità – cattolica, comunista, laica, repubblicana – è un assurdo storico, che non corrisponde più alla realtà dei nostri tempi. […]

La filosofia della religione, quindi, non è più appannaggio di filosofi cattolici che insieme a una metafisica elaboravano anche una filosofia “religiosa” o tuttalpiù una metafisica del fatto religioso, ma di filosofi, cattolici e non, religiosi e non, che si occupano di studiare il fatto religioso, di là dalle appartenenze confessionali, come una modificazione dell’esperienza di vita (Lebenserfahrung), intesa in quanto esperienza “fattizia” della vita (faktische Lebenserfahrung), in cui l’esperienza di vita si mostra nella molteplicità delle sue modificazioni a contatto con i diversi contenuti fattizi di esperienza, tra cui il contenuto religioso. La filosofia della religione diventa perciò parte integrante della filosofia morale, dell’etica nella complessità delle sue articolazioni, e non della filosofia teoretica o filosofia prima, come si pensava un tempo in base all’oggetto della sua ricerca: Dio, perché Dio può essere o non essere l’oggetto della filosofia della religione, in quanto non tutte le tradizioni religiose hanno un essere sommo, infinito, perfetto e onnipotente che chiamano con il nome di provenienza indoeuropea Dyaeus, potrebbero avere una pluralità di dèi oppure anche nessun Dio nel senso sopra indicato. Quindi partire da una divinità unica per definire il fenomeno religioso significa falsare la prospettiva generale attraverso un dato storico particolare e contingente. L’esperienza religiosa al contrario come modificazione dell’interiorità etica, della coscienza secondo il linguaggio filosofico tradizionale, costituisce la più sicura fondazione, o meglio punto di partenza, dell’analisi filosofico-religiosa. […]

Pierfrancesco Stagi, Introduzione, in La Filosofia della Religione al presente, a cura di Petcu Tudor e Michele Turrisi, Stamen, Roma 2017, pp. 9-13

Eventi e convegni
Novità Bibliografica

Ciano Serve ancora Dio Cop scaled


 

 

Serve ancora Dio? La via di Nietzche oltre il nichilismo

Massimo De Angelis

Castelvecchi  2020

Nietzsche ha combattuto strenuamente tutta la vita un Dio e una Mo­rale esteriori e minacciosamente incombenti sull’uomo, scorgendovi l’origine di ogni nichilismo. Alla morale fuori di noi e al Dio moraliz­zato, Nietzsche oppone una via interiore ascendente, fondata sul Sé. E dopo aver percorso le terre dell’ultimo uomo che non crede e non vuole più nulla, giunge alla sorgente della “virtù che dona” e, nell’attimo del “Meriggio”, con­templa un Divenire che si manifesta come Essere, e un Tempo che viene rias­sorbito nel “buco luminoso” e “divino” dell’Eterno.
Nietzsche sosta a lungo, oscillando, presso il bivio tra non senso e verità, tra la stanchezza decadente dell’uomo contemporaneo e la spiritualità dell’oltreuo­mo. Tale meditazione, che porta anche alla luce tanti aspetti “malati” dell’e­sperienza cristiana, precipita negli ultimi anni, all’epoca de L’Anticristo, in un drammatico confronto tra le figure di Dioniso e Gesù, verso un’apertura in cui la ricerca di Sé come dio schiude alla possibilità della scoperta di un Dio in sé. Attraverso un lungo corpo a corpo con i testi di Nietzsche, questo libro ricostruisce l’itinerario di un pensiero non sistematico ma molto conseguen­te, intessuto con la storia di un’anima.

MassimoDe Angelis Giornalista e scrittore, è autore di studi di filosofia e sul mondo digitale. Già direttore del trimestrale «Nuova civiltà delle macchine», ha scritto Post. Confessioni di un ex comuni­sta (2003) sulla sua esperienza politica; Hitler, una emozione incarnata (2013), riflessione storico-filosofica sul Novecento. Si è anche occupato della cultura politica della sinistra italiana e del pensiero neoconservatore americano.

 

Per info: Massimo De Angelis, Serve ancora Dio? La via di Nietzche oltre il nichilismoServe ancora Dio? La via di Nietzche oltre il nichilismo