L'Associazione Italiana di Filosofia della Religione (AIFR) riunisce i docenti italiani e i ricercatori presso le Università italiane di Filosofia della Religione


N. 8 SETTEMBRE - DICEMBRE  2018
ISSN 2532 - 1676

Direttore responsabile: 
Pierfrancesco Stagi

Il Comitato scientifico

Andrea Aguti (Presidente AIFR, Università di Urbino), Annalisa Caputo (Università di Bari), Carla Canullo (Università di Macerata), Roberto Celada Ballanti (Università di Genova), Virgilio Cesarone (Università di Chieti-Pescara), Francesco Paolo Ciglia (Università di Chieti-Pescara), Giuseppina De Simone (Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale) Adriano Fabris (Università di Pisa), Francesco Miano (Università di Roma "Tor Vergata"), Sergio Sorrentino (Università di Salerno), Pierfrancesco Stagi (Università di Torino), Pierluigi Valenza (Università "La Sapienza" di Roma), Silvano Zucal (Università di Trento)

La Redazione

Francesco Angelone (Reggio Calabria), Claudio Belloni (Milano), Nunzio Bombaci (Messina), Damiano Bondi (Firenze), Omar Brino (Roma), Giovanni Cogliandro (Roma), Mirko Di Bernardo (Roma), Andrea Fiamma (Chieti), Melissa Giannetta (Salerno), Elisa Grimi (Milano), Federica Pazzelli (Roma), Tudor Petcu (Bucarest), Salvatore Rindone (Enna), Alessio Ruggiero (Salerno), Alfonso Salvatore (Salerno - coordinatore della redazione), Stefano Santasilia (Napoli), Michele Turrisi (Pistoia)

Salvatore Rindone

 

Il Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) è riconosciuta dal MIUR, Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, come pubblicazione ufficiale per l'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN): è possibile inserire gli articoli pubblicati sul Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) nell'elenco delle pubblicazioni per accedere all'Insegnamento Universitario

Augusto Del Noce: riforma cattolica, legittimazione del moderno e critica dell'ateismo totalitario.

di Massimo Borghesi

Vita e opere

Nato a Pistoia nel 1910, frequenta, a Torino, il Liceo “Massimo d' Azeglio” dove ha per maestri A. Pastore, Z. Zini, U. Cosmo. Si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università torinese dove ha per docenti lo stesso Pastore, A. Rostagni, A. Faggi, E. Juvalta, C. Mazzantini, colui che ricorderà come il suo “maestro”. Si laurea in filosofia nel 1932 con una tesi su Malebranche. Gli autori del '600 francese diventano l'oggetto di ricerca e di una serie di articoli pubblicati negli anni '30. Nel 1934-'35 insegna Filosofia e pedagogia all'Istituto Magistrale “Ruggero Bonghi” di Assisi, dove conosce e diviene amico di A. Capitini. Nel 1935 viene trasferito all'Istituto Magistrale “Rosa Govone” di Mondovì. Nel 1936 è tra i primi lettori, in Italia, di Humanisme intégral di J. Maritain.

Nel 1941, su proposta di E. Castelli viene comandato a Roma presso l'Istituto di Studi Filosofici dell'Università. Durante il soggiorno romano, incontra, nel 1942, F. Rodano e si lega, per un breve periodo di tempo, all'esperienza della sinistra cristiana. Rientra all'Istituto Magistrale di Mondovì fino al 1944, allorché ottiene il trasferimento al Liceo Scientifico “Galileo Ferraris” di Torino. Nel 1945 tiene riunioni clandestine in casa, alla presenza di L. Geymonat e di altri esponenti dell'antifascismo torinese. Inizia la collaborazione, che andrà dal 1945 al 1948, con il "Popolo nuovo". Dal 1946 insegna all'Istituto Magistrale “Regina Margherita” di Torino. Pubblica, nel 1947, l'importante saggio La non filosofia di Marx e il comunismo come realtà politica. Nel 1957 viene comandato a Roma, presso l'Istituto di Studi Filosofici diretto da E. Castelli, ma presta servizio a Bologna, presso il Centro di Documentazione diretto da G. Dossetti, dove rimarrà fino al 1961. Qui conosce N. Matteucci e inizia la sua collaborazione con "Il Mulino".

Nel 1963 partecipa al concorso a cattedra di Storia della filosofia moderna e diviene professore incaricato di Filosofia morale presso la Facoltà di magistero dell'Università di Trieste. Nel 1964, dopo una prima versione non completa del '63, esce la sua opera fondamentale, Il problema dell'ateismo, presso Il Mulino di Bologna. Ad esso segue, nel 1965, un'altra opera importante, sempre presso lo stesso editore: Riforma cattolica e filosofia moderna, vol. I, Cartesio. Nel 1966 è vincitore nel concorso di Storia della filosofia moderna e contemporanea e prende servizio come professore straordinario nella Facoltà di Magistero di Trieste.

Nel 1969 diviene ordinario e l'anno successivo prende servizio alla cattedra di Storia delle dottrine politiche nella Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma. Nel 1970 pubblica L'epoca della secolarizzazione e, nel 1971, con U. Spirito, Tramonto o eclissi dei valori tradizionali?. A partire dalla seconda metà degli anni '70 diviene collaboratore del settimanale “Il Sabato”; si impegna a fondo nel dibattito politico, diviene uno dei più acuti interpreti del pensiero di Gramsci e del gramscismo. Nel 1974 pubblica il saggio Gentile e Gramsci che rifluirà, poi, nel volume Il suicidio della rivoluzione, edito nel 1978. Nel 1981 esce Il cattolico comunista,dedicato ad un confronto critico con l'amico F. Rodano.

Gli ultimi anni rappresentano il periodo dei riconoscimenti: nel 1985 riceve la “Medaglia d'oro al merito della cultura cattolica”; nel 1986 il “Premio nazionale per la cultura cattolica”; nel 1988 il “Premio speciale della cultura” da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri; nel 1989 il “Premio nazionale di cultura del giornalismo La Penna d'Oro”. Muore a Roma nel 1989. Nel 1990 esce, postumo, il volume Giovanni Gentile. Per una interpretazione filosofica della storia contemporanea

Il pensiero filosofico-religioso

La riflessione di Del Noce prende l'avvio dalla sua tesi su Malebranche e dai saggi sul pensiero francese del '600 pubblicati negli anni '30. In un tempo in cui la cultura italiana era dominata dall'idealismo di matrice tedesca egli si considera un "allievo “privato” della Sorbona". Questa formazione francese si arricchisce, nei primi anni '40, con l'apporto della corrente esistenziale di cui in Italia era un illustre esponente L. Pareyson. Ciò spiega l'interesse delnociano verso Chestov, Castelli, le sue critiche alla Neoscolastica del tempo.

Dopo il 1943 la sua opposizione morale al fascismo, maturata grazie alla lettura di Humanisme intégral di Maritain e alla reazione verso la guerra d’Etiopia, diviene in Del Noce impegno filosofico-politico, momento di una riflessione a cui concorre il sorgere del nuovo partito dei cattolici, quella Democrazia Cristiana il cui scopo, sotto la guida di A. De Gasperi, era di ricucire lo strappo tra cattolicesimo e modernità in funzione antitotalitaria. La breve esperienza nel Movimento della sinistra cristiana, a fianco di F. Rodano e F. Balbo tra la fine del ’43 e gli inizi del ’44, concorre alla maturazione di questa fisionomia. Nasce, sulle ceneri del pensatore “manicheo” che alla fine degli anni ’30 disdegnava, al seguito di P. Martinetti, la storia come regno della forza e della violenza, il filosofo mediante la storia, il pensatore politico che darà prova di sé, con eccezionale maturità, nelle colonne de "Il Popolo Nuovo" di Torino. La sua produzione di storiografia filosofica precedente al ’43 assume un rilievo del tutto nuovo dopo tale data.

Gli studi sull’età cartesiana, degli anni ’30, consentono di aprire nuove strade nell’interpretazione del pensiero moderno. Essi documentano la scissione tra vita spirituale e storia che caratterizza il pensiero cristiano dell’età barocca, una scissione che deve essere superata se il cristiano voleva essere in grado di sostenere la sfida del comunismo. Da questo punto di vista lo studio e il confronto con l’opera di Maritain assumono, nella biografia speculativa delnociana, un valore decisivo. Maestro mai rinnegato, anche quando a partire dagli anni ’60 sottoporrà a critica talune sue posizioni, Maritain è stato per Del Noce il filosofo dell’antifascismo e, insieme, colui che, con Umanesimo integrale, riconciliava il pensiero cristiano con la democrazia moderna. Come scriverà ancora nel 1982, la lezione di Maritain consisteva nella "liberazione della filosofia cattolica della storia dall“utopia archeologica”, che prendeva la forma dell’opposizione della società medievale alla società moderna, o del sogno romantico della restaurazione del Sacrum Imperium". Occorreva, allo scopo, superare l’anti-moderno cattolico la cui mentalità “reattiva” era all’origine della diffidenza verso il sistema liberale. Donde la pertinenza di quanto osserva Buttiglione, e cioè che "l’ambizione segreta di Del Noce sia sempre stata quella di offrire la via di quella conciliazione di cattolicesimo e modernità che il modernismo aveva fallito". Sul versante filosofico, la riconciliazione tra cristianesimo e modernità impegnerà l’autore in una complessa revisione dei quadri della storiografia idealistica che lo accompagnerà per tutti gli anni ’50. Una revisione innovativa che rompe con un punto fermo del pensiero cattolico, così conservatore come progressista, quello che fa perno sull’anti-Cartesio. Al contrario per Del Noce, Cartesio, come un Giano bifronte, è sì l’inizio del moderno ma di una modernità “ambigua”, passibile di svilupparsi lungo una linea “cattolica” franco-italiana da Malebranche a Rosmini ,oppure di proseguire in una direzione laico-immanentistica, lungo il filone tedesco che culmina in Hegel. Interpretazione originalissima perché, come osserva Mathieu, "è lui il primo a dire che Cartesio non era ateo, ma anzi che era possibile un’interpretazione teologica, religiosa quasi mistica, del cartesianesimo". Il pensiero cristiano moderno era erede di Cartesio, non dell’anti-Cartesio. Del Noce capovolgeva la posizione reazionaria, affermava una lettura ad essa irriducibile. Lo poteva fare perché rovesciava, ad un tempo, la visione “laica” di un Cartesio razionalista. Il pensiero cartesiano, come mostrava l'interpretazione di Jean Laporte, trovava il suo motivo fondante nell’esperienza della libertà; il capovolgimento dal dubbio alla certezza aveva come scopo di vincere il dubbio scettico- libertino, erede del naturalismo rinascimentale e del suo ateismo. La Riforma cattolica, con il cartesianesimo, "combatte il suo avversario interno, l’erede dell’eresia rinascimentale, il libertinismo; anche se ciò lo porterà a una assenza di comunicazione, e in definitiva poi a un conflitto, con la prima forma della filosofia della Riforma cattolica, diretta contro l’avversario esterno protestante, la Scolastica spagnola". Viene con ciò operata una scelta tra i due momenti della Riforma cattolica. La modernità preferita da Del Noce non è quella “controriformistica”, segnata dall’avversario protestante, ma quella in cui la Riforma cattolica, opponendosi al naturalismo libertino, esalta la connessione essenziale tra libertà dell’uomo e presenza di Dio. Del Noce perveniva, in tal modo, ad una legittimazione del moderno senza che ciò volesse significare l’adesione “modernistica” al medesimo.

L'“ambiguità cartesiana” dà luogo a due correnti diverse di cui una, è quella razionalista. Essa ha al centro il "capitolo più importante nell’intera storia dell’ateismo, cioè il processo di pensiero da Hegel a Marx". Ciò che è rilevante è che il capitolo sul razionalismo-ateismo è sì un capitolo moderno ma non rappresenta il suo momento “critico”, bensì la sua caduta in un totalitarismo nemico della libertà. Capovolgendo il punto di vista di Croce – l’identificazione tra immanentismo e liberalismo – Del Noce vede l’elemento “critico” del moderno nel punto di vista trascendente non in quello immanente. "Contro la vecchia opinione che opponeva filosofia moderna e “Contro-riforma”, penso invece che proprio all’interno della Riforma cattolica abbiano preso inizio i motivi critici della filosofia moderna". Questo è perfettamente comprensibile. Il capitolo da Hegel a Marx diviene oggetto del suo pensiero nel ’44-’45 in connessione con il tema della violenza e del volto totalitario del comunismo. E’ la riflessione sulla “filosofia” di Marx che, alla luce degli studi di Löwith e di Cornu, lo spinge ad approfondire le valenze hegeliane del marxismo di contro all’interpretazione “metodologica”, di stampo crociano, allora prevalente. Il saggio del ’46 La “non-filosofia” di Marx e il comunismo come realtà politica è un documento eccezionale, nella scarsità di analisi e di documentazione di allora, per la penetrazione del pensiero marxista. Eccezionale anche per la biografia filosofica di Del Noce perché pare indubbio che il suo pensiero “speculativo” prende forma proprio nella comprensione del marxismo filosofico. Solo con la comprensione della natura filosofico-politica del marxismo Del Noce perviene infatti alla versione “transpolitica” della storia contemporanea, a quell’idea della filosofia divenuta mondo che caratterizza il XX secolo.

Dopo la riflessione sull'ateismo moderno e sul marxismo la riflessione delnociana degli ultimi anni si muoverà secondo tre direzioni: lo studio di Gramsci e della sua dipendenza dall'attualismo gentiliano; l'analisi filosofica della secolarizzazione post-comunista alla luce del suicidio della rivoluzione; l'incontro tra la corrente agostiniana e quella tomista grazie alla riflessione di colui che Del Noce riconosceva, dopo Mazzantini e Maritain, come suo maestro ideale: il tomista esistenziale É. Gilson. 

Bibliografia

Opere principali

Il problema dell’ateismo, Bologna 1964 (edd. successive: 1965, 1970, 1990 [con introduzione di N. Matteucci], 2006);

Riforma cattolica e filosofia moderna, I, Cartesio, Bologna 1965; 

L’epoca della secolarizzazione, Milano 1970;  

Tramonto o eclissi dei valori tradizionali?(con Ugo Spirito), Milano 1971;

 I caratteri generali del pensiero politico contemporaneo, I, Lezioni sul marxismo, Milano 1972; 

 L’eurocomunismo e l’Italia, Roma 1976; 

Il suicidio della rivoluzione, Milano1978;

Il cattolico comunista, Milano 1981;

L’interpretazione transpolitica della storia contemporanea, Napoli 1982 (poi in: Modernità. Interpretazione transpolitica della storia contemporanea, a cura di G. Riconda, Brescia 2007); 

Secolarizzazione e crisi della modernità, Napoli 1989;

 Giovanni Gentile. Per una interpretazione della storia contemporanea, Bologna 1990; 

Da Cartesio a Rosmini. Scritti vari, anche inediti, di filosofia e storia della filosofia, a cura di F. Mercadante - B. Casadei, Milano 1992;

 Filosofi dell’esistenza e della libertà, a cura di F. Mercadante - B. Casadei, Milano 1992;

 Rivoluzione, Risorgimento, Tradizione. Scritti su “L’Europa” (e altri, anche inediti), a cura di F. Mercadante - A. Tarantino - B. Casadei, Milano 1993; 

I cattolici e il progressismo, a cura di B. Casadei, Milano 1994;

Augusto Del Noce e Ugo Spirito. Un rapporto intellettuale attraverso l'epistolario (1954 – 1973), acura di G. Dessì, Roma 1994;

Centro: tentazione senza fine (con N. Bobbio), a cura di L. Cedroni, Milano 1995;

 Fascismo e antifascismo. a cura di B. Casadei, Milano 1995;

 Cristianità e laicità. Scritti su “Il Sabato” (e vari, anche inediti), a cura di F. Mercadante - P. Armellini, Milano 1998;

 Scritti politici 1930-1950, a cura di T. Dell’Era, Soveria Mannelli 2001; 

Pensiero della Chiesa e filosofia contemporanea, a cura di L. Santorsola, Roma 2005;

Verità e ragione nella storia. Antologia di scritti, a cura di A. Mina, introduzione di G. Riconda, Milano 2007; 

Caro collega ed amico. Lettere di Étienne Gilson ad Augusto Del Noce (1964-1969), a cura di M. Borghesi, Siena 2008.

Scritti sull'autore e il suo pensiero religioso

AA.VV, Augusto Del Noce. Il pensiero filosofico, a cura di D. Castellano, Napoli 1992

AA.VV., Filosofia e democrazia in Augusto Del Noce., a cura di G. Ceci - L. Cedroni, Roma 1993

AA.VV., Filosofia e politica nel pensiero di Augusto Del Noce, a cura di A. Savignano, Milano 1994

AA.VV., Augusto Del Noce. Il problema della modernità, Introduzione di A. Rizza, Roma 1995

AA.VV., Augusto Del Noce e la libertà. Incontri filosofici, a cura di C. Vasale e G. Dessì, Torino 1996

AA.VV, Augusto Del Noce filosofo-politico, a cura di C. Vasale e P. Armellini, in <<Poietica>>, IX, Supplemento al n. 11(1999)

AA.VV., Augusto Del Noce. Essenze filosofiche e attualità storica, Atti del Convegno internazionale di studi, Roma 9-11 nov. 1995, a cura di F. Mercadante - V. Lattanzi, 2 voll., Roma 2000-2001

AA.VV., Quaderni della Fondazione Centro Studi Augusto Del Noce 2005-2006, Brescia 2006

AA.VV., Filosofi cattolici del Novecento. La Tradizione in Augusto del Noce, a cura di G.F. Lami, Milano 2009;

AA.VV., Attualità del pensiero di Augusto Del Noce, a cura di A. Delogu, Siena 2012

Armellini P. Razionalità e storia in Augusto Del Noce, Roma 1999

Armellini P., Le avventure della modernità in Augusto Del Noce, Roma 2017

Borghesi M., Augusto Del Noce. La legittimazione critica del moderno, Genova-Milano 2011

Buttiglione R. , Augusto Del Noce. Biografia di un pensiero, Casale Monferrato 1991

Castellano D., La politica tra Scilla e Cariddi. Augusto Del Noce filosofo della politica attraverso la storia, Napoli 2010

Delbosco R., Del Noce y Gilson. Presupuestos metafísicos en el pensamiento histórico-critico delnociano, Roma 2009

Del Pozzo L., Cattolicesimo e Modernità: la “metafisica civile” di Augusto Del Noce, Roma 2005

Dell’Era T.,  Augusto Del Noce filosofo della politica,Soveria Manelli 2000

Lami G. F., Introduzione a Augusto Del Noce, Prefazione di F. Mercadante, Roma 1999

Olivetti M. M., Riforma cattolica e filosofia moderna nel pensiero di A. Del Noce, Roma 1968

Omaggio V, Autocritiche del moderno. Giuseppe Capograssi e Augusto Del Noce, Napoli 1998

Paris A., Le radici della libertà. Per un'interpretazione del pensiero di Augusto Del Noce, Genova-Milano 2008

Possenti V., Cattolicesimo e modernità. Balbo, Del Noce, Rodano, Milano 1995

Ramella L., Il pensiero della mediazione. Augusto Del Noce interprete dell'attualismo, Milano2008

Ramella L., Nel fuoco degli eventi. Linee per una nuova interpretazione di Augusto Del Noce, Roma 2014

N. Ricci, Cattolici e marxismo. Filosofia e politica in Augusto Del Noce, Felice Balbo e Franco Rodano, Milano 2008

Santorsola L., Il problema dell'etica nella società secolarizzata secondo il pensiero di Augusto Del Noce, Roma – Milano 1999

Serra P., Augusto Del Noce. Metafisica e storia, Napoli 1995

Tringali M, Augusto Del Noce interprete del Novecento, Aosta 1997

Eventi e convegni
21-23 FEBRUARY 2019 -CLAREMONT CALIFORNIA - CALL FOR PAPERS
28 -28 NOVEMBRE 2018 -NAPOLI 
16-17 NOVEMBRE 2018 - FIRENZE
23 - 24 OCTOBER 2018 - URBINO - ITALY
CALL FOR PAPERS
18-20 OCTOBER  2018 - WARSAW - POLAND

L'UMANO E IL DIVINO /COLLANA DI 
FILOSOFIA DELLA RELIGIONE
 

IL PENSIERO FILOSOFICO-RELIGIOSO
ITALIANO
 
Novità Bibliografica

9788825518221

 

Appello e decisione.

Arte, linguaggio e

poesia tra Martin

Heidegger, Romano

Guardini e Walter F.

Otto

 

Domenico Burzo

 

 

Aracne 2018

Attraverso l’intrecciarsi del loro pensiero a partire dalle vicende biografiche, il volume conduce un dialogo a tre tra Heidegger, Guardini e Otto rilevando in essi, tra analogie e differenze, la centralità dell’esperienza artistica e della parola poetica come luoghi privilegiati di apertura dell’essere e di rivelazione del sacro. L’attenzione si rivolge prima alla concezione dell’esperienza artistica e alla sua fondamentale valenza ontologica, per poi indagare la natura del linguaggio e del dire poetico. Arte e poesia emergono come il porsi in opera della verità attraverso le immagini e gli sguardi provenienti dall’apertura del sacro. Ne deriva che la riscoperta e la riabilitazione del sacro sono tra i maggiori traguardi del pensiero dei tre filosofi nel contesto culturale del XX secolo. Tuttavia, non potendo mai essere frutto esclusivo di un processo razionale dimostrativo, il senso attribuito a tale riscoperta dipenderà necessariamente dall’opzione personale di ciascuno dinanzi alla propria esperienza e alle sfide del nostro tempo.

Domenico Burzo vive a Montalbano Jonico. Dopo studi classici si è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Abilitatosi all’insegnamento nella scuola superiore di secondo grado, dal 2007 è docente di Filosofia nei licei. Tra le pubblicazioni recenti ricordiamo i volumi Sul limitare del crepuscolo. L’intuizione platonica nel pensiero di Pavel A. Florenskij, Aracne editrice, Roma 2018 e Appello e decisione. Arte, linguaggio e poesia tra Martin Heidegger, Romano Guardini e Walter F. Otto, Aracne, Roma 2018. Ha pubblicato inoltre Il valore delle immagini. Un confronto tra Martin Heidegger e Romano Guardini e Il mito di Gige. Alle origini dell’identità europea, in «Logoi.ph»; Deinòn. La percezione originaria del sacro e Hagnòs. Il sacro e la sua manifestazione, in «Dialegesthai»; . Altri saggi riguardanti diversi aspetti del pensiero di Romano Guardini, Pavel Florenskij e Mircea Eliade sono in corso di pubblicazione.

Per info: Domenico Burzo, ppello e decisione. Arte, linguaggio e poesia tra Martin Heidegger, Romano Guardini e Walter F. Otto