L'Associazione Italiana di Filosofia della Religione (AIFR) riunisce i docenti italiani e i ricercatori presso le Università italiane di Filosofia della Religione


N. 10 MAGGIO - AGOSTO 2019
ISSN 2532 - 1676

Direttore editoriale: 
Pierfrancesco Stagi

Il Comitato scientifico

Andrea Aguti (Presidente AIFR, Università di Urbino), Annalisa Caputo (Università di Bari), Carla Canullo (Università di Macerata), Roberto Celada Ballanti (Università di Genova), Virgilio Cesarone (Università di Chieti-Pescara), Francesco Paolo Ciglia (Università di Chieti-Pescara), Giuseppina De Simone (Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale) Adriano Fabris (Università di Pisa), Francesco Miano (Università di Roma "Tor Vergata"), Sergio Sorrentino (Università di Salerno), Pierfrancesco Stagi (Università di Torino), Pierluigi Valenza (Università "La Sapienza" di Roma), Silvano Zucal (Università di Trento)

La Redazione

Francesco Angelone (Reggio Calabria), Claudio Belloni (Milano), Nunzio Bombaci (Messina), Damiano Bondi (Firenze), Omar Brino (Roma), Giovanni Cogliandro (Roma), Mirko Di Bernardo (Roma), Andrea Fiamma (Chieti), Elisa Grimi (Milano), Federica Pazzelli (Roma),  Salvatore Rindone (Enna), Alessio Ruggiero (Salerno), Alfonso Salvatore (Salerno - coordinatore della redazione), Stefano Santasilia (Napoli), Michele Turrisi (Pistoia), Sofia Vescovelli (Genova)


La proposta di un contributo è vincolata al rispetto delle norme redazionali e alla sottoscizione della liberatoria, Norme redazionali e liberatoria

Il Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) è riconosciuta dal MIUR, Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, come pubblicazione ufficiale per l'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN): è possibile inserire gli articoli pubblicati sul Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) nell'elenco delle pubblicazioni per accedere all'Insegnamento Universitario

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 BANDO DI CONCORSO PER L'ASSEGNAZIONE DI UN PREMIO NAZIONALEDI FILOSOFIA DELLA RELIGIONE "ITALO MANCINI

 

PRESENTAZIONE | Dialettica del personalismo. Con e oltre Denis de Rougemont
a cura di Damiano Bondi, Gaspare Mura, Paolo Trianni

Persona è un termine di cui non si riesce a fare a meno, perché non si riesce a fare di più. È un concetto sospeso tra teologia e politica, tra antichità e contemporaneità, tra individualità e relazione, tra sostanza ed esistenza, tra essere e divenire. Sembra dire tutto e niente. Promette e non mantiene. Se ne può parlare senza sosta e non si arriva mai a comprenderlo, tantomeno a definirlo. È in-finito, e al contempo assolutamente limitato. Vive nella tensione perenne tra la propria necessità e la propria insufficienza.

SAGGIO | Ritorna la persona
di Gaspare Mura

In occasione del 50º anniversario di fondazione della rivista «Esprit», nel 1983, Paul Ricœur ha pubblica-to una celebre relazione dal titolo Muore il personalismo, ritorna la persona; mentre nel 1990, ancora su «Esprit», Ricœur pubblica un secondo saggio dal titolo La persona

SAGGIO | Le riflessioni sulla persona di Luigi Stefanini e Luigi Pareyson. Due differenti declinazioni sul personalismo
di Rosanna Finamore

I filosofi di cui mi occuperò sono stati entrambi protagonisti, in diverso modo, degli orizzonti culturali e filosofici italiani ed europei del Novecento; in particolare possono essere considerati rappresentanti della filosofia della persona che, per consuetudine contemporanea viene ricondotta alla corrente del personali-smo; al tempo stesso sono eredi di radici ben più lontane, risalenti alla riflessione filosofica e teologica dei pensatori cristiani. Al di là di uno sguardo complessivo, mirante ad abbracciare in un’unica denominazione le posizioni personalistiche, occorre interrogarsi sugli approcci, sugli accenti teoretici, in relazione alle sen-sibilità culturali e filosofiche di ogni singolo pensatore e ad esigenze di tempi e luoghi.

SAGGIO | Muore la persona, ritorna il personalismo
di Damiano Bondi

Storicamente, il personalismo nasce negli anni Trenta del secolo scorso come un movimento politico, di “filosofia politica”, e solo in seguito si dota di tutto un suo spessore storico, teoretico, teologico. Ricorda Denis de Rougemont in proposito:
Quando a Parigi, intorno al 1932, con Emmanuel Mounier, Arnaud Dandieu, Robert Aron, Alexandre Marc e altri venti, noi fondammo i primi gruppi personalisti e le loro riviste, Esprit e L’Ordre Nouveau, eravamo ben lontani dal conoscere la storia del concetto di “persona”,  e di tutti i suoi avatar storici fino alla crisi totalitaria, ma leggevamo l’essenziale di tutto ciò nella situazione in cui ci trovavamo
.

SAGGIO | Pensare con le mani. Denis de Rougemont, filosofo della cultura
di
Nunzio Bombaci

A tutt’oggi la cultura italiana non ha prestato all’opera di Denis de Rougemont l’attenzione che un pensatore di rango europeo merita senz’altro. Nel nostro Paese, l’autore è conosciuto soprattutto tra gli studiosi della filosofia della persona o del federalismo . Un approccio superficiale al suo pensiero oppure una conoscenza manualistica del milieu in cui esso si afferma possono indurre a considerare Rougemont nei modi più svariati: filosofo (o storico) della cultura, intellettuale engagé oppure non conformista, teorico dell’amore e della passione, filosofo personalista, studioso e promotore del federalismo etc.

SAGGIO | D. de Rougemont e A. Cohen: Tristano e la bella del Signore
di Charlotte Errighi

Denis de Rougemont, giunto al termine di L’Amour et l’Occident (stiamo infatti parlando del Libro VII), si mostra inquieto circa il senso del suo lavoro e si chiede se sia possibile, in verità, «descrivere la passione»,  coglierne il senso più profondo. La realtà è che non si può parlare d’una dimensione senza avervi in qualche modo partecipato anche solo per prenderne le distanze. Come giustificare allora un desiderio che vuole la morte, che brama il completo annientamento del corpo? Si può «sfuggire al demonio fissandolo negli occhi?»

SAGGIO | Il concetto di persona nel buddhismo: una panoramica con focus sulla concezione Mahāyāna
di Vinicio Busacchi

La nozione di “persona” in senso stretto non è di particolare centralità e ricorsività nella tradizione del Buddhismo di Nichiren Daishonin (1222-1282), né in quel “lignaggio” del Buddhismo Mahāyāna a cui – in un modo o nell’altro – esso si riconnette, ovvero la tradizione Tendai-Hokke di derivazione cinese (Scuola T’ien-tai).

SAGGIO | La categoria di persona nella tradizione religiosa indù
di Paolo Trianni

Che cos’è l’uomo?”. Si chiede la Tattiria Upanishad. L’Aitareya Upanishad si pone una domanda ancora più diretta: “Chi sono io?” (I,3,11). Anche soltanto da queste due brevi citazioni, è possibile comprendere come, la questione antropologica, sia insita nel cuore stesso del pensiero indù. Tale cen-tralità, però, non manca di implicazioni paradossali, perché, di fatto, l’induismo non ha un concetto di persona qual è conosciuto dal mondo occidentale, e, conseguentemente, concepisce l’uomo in ma-niera totalmente differente dall’antropologia cristiana.

SAGGIO | La "persona" nella religione tradizionale africana (RTA)
di Francis Anekwe Oborji

Il tema che mi è stato affidato è “il concetto di persona nella Religione Tradizionale Africana” (RTA). La preoccupazione pre-teoretica circa il concetto di persona ci sfida a dare una risposta coerente e unitaria alle seguenti questioni: Che cosa è la persona? Che cosa significa per una persona essere la stessa entità persistente attraverso il tempo (o in un momento di tempo)? Quante entità ontologiche distinte costituiscono una persona? Quale rapporto esiste, se c’è, tra le esperienze soggettive di un individuo prima-persona e la nostra, prospettiva terza-persona?

SAGGIO | Linee interpretative sull'ispirazione schopenhaueriana di Piero Martinetti e di Teodorico Moretti-Costanzi 
di Martino Bozza

L'opera e il pensiero di Arthur Schopenhauer hanno saputo ispirare molti di coloro che si sono dedicati alla ricerca filosofica. Appare suggestivo, per il panorama italiano del Novecento, trovare due autori molto differenti tra loro, come Teodorico Moretti-Costanzi e Piero Martinetti, che hanno entrambi trovato in Schopenhauer un maestro di pensiero. I due filosofi italiani, pur mantenendo una distanza siderale per il personale cammino di pensiero, possono essere colti in un inequivocabile sforzo di approfondire la dimensione del religioso nella filosofia e appare assolutamente originale come, in questo comune intento, entrambi trovino in Schopenhauer un riferimento ineludibile. Il filosofo tedesco infatti rappresenta meglio di altri autorevoli riferimenti colui che nel concentrarsi nella dimensione della fattuale realtà umana ha saputo cogliere come questa non possa pensarsi esaurita in se stessa ma, al contrario, viva tutta nel rimando ad una ulteriorità non determinabile e non conoscibile. Da questo assunto partono i percorsi di pensiero, che poi si articolano in maniera assolutamente differente, di Moretti-Costanzi e di Martinetti. E con Schopenhauer quindi i due filosofi italiani si devono confrontare. Per Moretti-Costanzi il confronto rappresenta un modo per avvalorare la propria lettura della realtà e per collocare Schopenhauer in una ascetica che certamente può rappresentare una lettura quantomeno originale del filosofo tedesco se non addirittura forzata. Martinetti si concentra su una considerazione più analitica e lineare del pensiero schopenhaueriano, cogliendo in esso tutti i contenuti che occorre porre in essere per fare filosofia in maniera alta, pura. Così Schopenhauer diventa una comune guida per fare filosofia per questi due filosofi italiani del Novecento, così distanti nel modo di incedere e forse così vicini nel voler tracciare un percorso di filosofia che punta in alto.

SAGGIO | Il rapporto tra prassi e significato: un’ipotesi a partire da alcuni casi di “efficacia senza adempimento” nel diritto ebraico
di Cosimo Nicolini Coen

L’obiettivo del contributo è mettere in rilievo in che misura quell’azione (praxis) che ha luogo in funzione di un determinato insieme di norme possa avere un qualche tipo di impatto sul profilo teoretico (eîdos) di queste stesse norme. Questo passaggio può essere colto muovendo dall’analisi di quel tipo di azioni (come le trasgressioni) che hanno luogo a partire dal riferimento a determinate norme, ma non osservandole: trasgressioni e deviazioni confermano la forza della norma violata e, talvolta, ne propongono una rivisitazione. Prendendo le mosse da tali considerazioni è possibile notare, in un’accezione più ampia e prossima alla nozione di “ontologia ermeneutica”, come ogni azione compiuta in funzione di un determinato plesso di proposizioni (ossia norme) contribuisca, in un certo grado, al configurarsi del significato di queste stesse proposizioni. S’intravede così in che misura comportamento materiale (praxis) e significato teorico (eîdos) siano interrelati. In questo contributo l’analisi è circoscritta al diritto ebraico e fa riferimento ad alcune nozioni proposte da due filosofi contemporanei, Amedeo Giovanni Conte e Paolo Di Lucia.

SAGGIO | Il lascito filosofico del teologo Thomas J.J.Altizer: un continentale a New York
di Giuseppe Mirabella

Thomas Altizer, da poco scomparso, ha lasciato una grande eredità di pensiero alternativo nel mondo della filosofia religiosa. Ha coniugato la filosofia continentale, soprattutto quella hegeliana, e la cultura delle belle lettere rendendo, ad esempio, William Blake un suo autore di riferimento. Altizer è il teologo dell’apocalisse e della rivoluzione: apocalisse come spettro per comprendere il senso della storia che si rivela, rivoluzione come senso della storia rivelata e da sottoporre ad analisi critica. Sarebbe riduttivo pensare che il teologo di Charleston (West Virginia-USA) sia una meteora negli studi filosofici e teologici della sua era, il Novecento e oltre, perché sovrastato dalla grandezza di altri nomi del mondo protestante: il saggio qui presentato intende sottolineare i punti di forza del pensiero altizeriano.

SAGGIO | L’educazione eucaristica nella formazione della persona in Edith Stein
di Giulia Brunetti

In Edith Stein, la tematica della Bildung risulta essere percorsa da un filo rosso che costituisce, al contempo, il fine ultimo al quale il processo formativo stesso tende nella sua dimensione terrena: la fusione eucaristica con il Salvatore. Prendere parte autenticamente e – per quanto possibile – quotidianamente al Santissimo Sacramento si configura infatti come la pratica più efficace per interiorizzare la sequela di Cristo, modello sulla base del quale l’umanità tutta è chiamata a plasmare il proprio intimo, a prescindere dalle peculiari inclinazioni di ognuno, che pure vanno sapute riconoscere e coltivare adeguatamente, in quanto “semi” gettati dal Creatore nelle singole individualità personali.
In virtù dello spirito d’abnegazione che le è proprio, la Donna mostra una marcata predisposizione a guidare il prossimo attraverso ambedue i livelli della Bildung dei quali si è detto – quello universale e quello particolare – i quali richiedono entrambi, per poter essere realizzati, che l’animo dell’educando venga preparato a disporsi in un atteggiamento umilmente accogliente nei confronti del Signore. Assolvere quest’elevato ed impegnativo compito permette anche a colei che non abbia fisicamente partorito di dare alla luce dei figli, in quanto ella, promuovendo attivamente l’altrui percorso formativo, occasiona il generarsi di Persone. Ecco dunque che gli sforzi spesi in direzione di tale alto scopo vengono ripagati con l’intensa gioia che scaturisce dalla condizione dell’essere una madre spirituale.
Il ruolo di quest’ultima, tuttavia, per quanto notevole, è soltanto propedeutico al compimento effettivo del processo formativo, al quale Dio solo può condurre una volta che la Donna abbia assicurato il dischiudersi dell’intimo delle proprie creature all’educazione eucaristica. L’assunzione intenzionalmente consapevole e costante dell’Ostia consacrata, che è realmente il corpo di Cristo, determina infatti che i fedeli vadano a suggellare la fisionomia del Salvatore, divenendo membra del suo corpo e che, contestualmente, Egli penetri in loro, nutrendoli e forgiandoli dall’interno e portando così a termine la loro Bildung.

RECENSIONE | Roberta Moretti, Il sacro, la conoscenza e la morte. Le molte latitudini di Ioan Petru Culianu (Iași 1950 – Chicago 1991)
di Horia Corneliu Cicortaș

RECENSIONE | Andrei Plesu, Pittoresco e Malinconia. Un’analisi del sentimento della natura nella cultura europea
di Tommaso de Brabant

Eventi e convegni
CALL FOR PAPERS  Convegno AIFR 2019
CALL FOR PAPERS European Journal for Philosophy of Religion:

L'UMANO E IL DIVINO /COLLANA DI 
FILOSOFIA DELLA RELIGIONE
 

IL PENSIERO FILOSOFICO-RELIGIOSO
ITALIANO

LA NOSTRA RIVISTA HA ADERITO AL 
COORDINAMENTO NAZIONALE
DELLE RIVISTE DI FILOSOFIA (CORIFI) 
 
Novità Bibliografica

stagi papafrancesco

Pierfrancesco Stagi

Francesco. Pensieri e parole

Etica, società e politica

Castelvecchi  2019

 

Comprendere il papato di Francesco vuol dire mettere in luce la forza della sua azione rinnovatrice che in pochi anni ha impresso una svolta epocale all’operare della Chiesa, ma anche non nasconderne le difficoltà, i punti critici e le debolezze con uno sguardo che ripercorre la sua intera attività: la teologia, l’etica, l’ecumenismo, il rapporto con la società, la politica contemporanea e le altre fedi religiose. Essenziale è la sua idea di popolo e ciò che lega il popolo alla sua guida. Papa Francesco è populista? Stagi cerca di rispondere a questo interrogativo indagando le pieghe semantiche della sua teologia e ricorrendo alle ricerche dell’etica contemporanea, per scoprire in che modo il sentire del popolo diventa normativo per l’azione della Chiesa. La comprensione di questo nesso permette di superare la contrapposizione tra destra-sinistra, conservatori-progressisti, arrivando a un nuovo modo di pensare la Chiesa e la sua azione nella società contemporanea.

Pierfrancesco Stagi
(Recanati, 1972) Docente universitario, abilitato a Professore associato in Filosofia morale, ha studiato e insegnato presso le Università di Torino, Tübingen, Freiburg im Breisegau. Tra le sue opere principali: Il giovane Heidegger. Verità e Rivelazione (con Presentazione di G. Vattimo, 2010); Cristianesimo e democrazia (2011); Che cos’è il cristianesimo. Introduzione a v. Harnack (2013); Martin Heidegger (insieme a Heinrich Heidegger, 2013); Di Dio e dell’essere. Un secolo di Heidegger (2013); La nascita del sacro. Teorie della religione (2015); L’Europa e le religioni (Castelvecchi, 2017); Etica e religione (2018).

Per info: Pierfrancesco Stagi, Francesco. Pensieri e paroleEtica, società e politica