L'Associazione Italiana di Filosofia della Religione (AIFR) riunisce i docenti italiani e i ricercatori presso le Università italiane di Filosofia della Religione


N. 12 GENNAIO - APRILE 2020
ISSN 2532 - 1676

Direttore responsabile: 
Pierfrancesco Stagi

Il Comitato scientifico

Andrea Aguti (Presidente AIFR, Università di Urbino), Angela Ales Bello (Pontificia Università Lateranense), Annalisa Caputo (Università di Bari), Carla Canullo (Università di Macerata), Roberto Celada Ballanti (Università di Genova), Virgilio Cesarone (Università di Chieti-Pescara), Francesco Paolo Ciglia (Università di Chieti-Pescara), Giuseppina De Simone (Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale) Adriano Fabris (Università di Pisa), Francesco Miano (Università di Roma "Tor Vergata"), Sergio Sorrentino (Università di Salerno), Pierfrancesco Stagi (Università di Torino), Pierluigi Valenza (Università "La Sapienza" di Roma), Silvano Zucal (Università di Trento)

La Redazione

Francesco Angelone (Reggio Calabria), Claudio Belloni (Milano), Nunzio Bombaci (Messina), Damiano Bondi (Firenze), Omar Brino (Roma), Domenico Burzo (Bari), Giovanni Cogliandro (Roma), Emilio Di Somma (Napoli), Andrea Fiamma (Chieti), Elisa Grimi (Milano), Andreas Lind (Namur), Federica Pazzelli (Roma),  Salvatore Rindone (Enna), Alessio Ruggiero (Salerno), Alfonso Salvatore (Salerno - coordinatore della redazione), Stefano Santasilia (Napoli), Simone Stancampiano (Roma), Angelo Tumminelli (Roma), Michele Turrisi (Pistoia), Sofia Vescovelli (Genova)


La proposta di un contributo è vincolata al rispetto delle norme redazionali e alla sottoscizione della liberatoria, Norme redazionali e liberatoria

Il Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) è riconosciuta dal MIUR, Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, come pubblicazione ufficiale per l'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN): è possibile inserire gli articoli pubblicati sul Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) nell'elenco delle pubblicazioni per accedere all'Insegnamento Universitario

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In memoria di Graziano Ripanti
di Mauro Bozzetti

Il NGFR ricorda con affetto Graziano Ripanti, filosofo marchigiano e frate minore, allievo di Italo Mancini all'Università Cattolica di Milano, insegnò per anni all'Università di Urbino, amico e sostenitore della nostra rivista, nei primi anni della sua ricerca vicino all'ermeneutica gadameriana ("Gadamer", Assisi 1978; "Agostino, teorico dell'interpretazione", 1980), ha sviluppato in seguito una profonda riflessione sui fondamenti ontologici del linguaggio religioso ("Parola e Ascolto" Brescia 1993, "Parola e Tempo", Brescia 2004).
I
l Direttore Pierfrancesco Stagi

SAGGIO | L’ente e il niente. La religione tra sacro e profano
di
Sergio Fabio Berardini

In questo articolo, il sacro è inteso come “assoluta alterità” rispetto al profano. Di conseguenza, se il profano è il mondo degli enti, il sacro si costituisce come il “niente”. Rispetto al “niente”, cioè al sacro, l’umanità ha tentato di offrire una “risposta” positiva al fine di annullarne la negatività. La religione viene pertanto interpretata come una tecnica che permette di difendere l’umanità dal niente (dal sacro) che l’angoscia attraverso la creazione di rappresentazioni che nascondono tale perturbante visione

SAGGIO | Intelligent design: nascita e sviluppo del movimento
di Matteo Bedetti

Il presente articolo intende presentare le caratteristiche principali e i più importanti esponenti dell’Intelligent Design (abbreviato “ID”), movimento nato intorno agli anni ’90 negli Stati Uniti e divenuto celebre per le critiche rivolte al neodarwinismo e i casi giudiziari in cui è stato coinvolto. Ripresa moderna dell’argomento teleologico, l’ID non si limita ad attaccare la spiegazione neodarwiniana dell’evoluzione e a proporre una teoria scientifica alternativa, ma intende mettere in crisi alcune delle premesse e delle metodologie della scienza contemporanea, come il naturalismo metodologico e i criteri di demarcazione tra scienza e non scienza. Le critiche rivolte alla comunità degli scienziati naturalmente non sono passate inosservate e hanno sollevato una serie di reazioni su più fronti, portando ad un aspro dibattito tra le due posizioni che perdura ancora oggi. L’obbiettivo è quello di offrire una panoramica quanto più completa dell’ID, della storia del movimento, dei suoi principali sostenitori e dei loro argomenti più noti. Naturalmente lo scopo è anche quello di presentare un’indagine critica, per cui verranno prese in considerazione anche le obiezioni sollevate dalla comunità scientifica e filosofica.
Nella prima parte dell’articolo si presentano brevemente quelli che sono stati i precursori dell’ID per poi passare alla storia del Discovery Institute, organizzazione di cui fanno parte i maggiori sostenitori del movimento. Si prosegue poi con l’analisi di come l'ID è stato recepito in Italia. Terminata la parte introduttiva si passa poi ad esaminare i principali sostenitori dell’argomento e le loro tesi: prima si parlerà di William Dembski, autore del concetto di “complessità specificata”, poi del biochimico Michael Behe, autore del famosissimo e controverso La scatola nera di Darwin. Si continuerà con due autori che hanno scritto libri molto influenti a favore dell’ID in tempi più recenti: Stephen Meyer e Douglas Axe. La parte finale dell’articolo è dedicato invece ai critici dell’ID, in particolare ai due filosofi della scienza Telmo Pievani e Benjamin C. Jantzen.

SAGGIO | “La buona novella della morte di Dio”: ricognizioni e campionature dell'opera del “primo” Altizer nella temperie storico-culturale del sessantotto
di Giuseppe Mirabella

Questo saggio si propone di scandagliare attraverso una lettura delle fonti altizeriane l'opera del “primo” Altizer, il silenzioso ed accorto teologo statunitense, ovvero l'autore de Il vangelo dell'ateismo cristiano (1969), fino ad arrivare a una cesura nella sua produzione letteraria che individuiamo nel libro mai tradotto in italiano, del 1980, Total Presence. Lo si farà anche tracciando a grandi linee il contesto storico-culturale di quegli anni (dal Sessantotto in poi) e si cercherà di comprendere ermeneuticamente la provenienza teoretica di Thomas Altizer, protestante sì, ma per biografia anche estremamente eterodossa.

SAGGIO | Questionando con Sergio Quinzio
di Massimo Iiritano

Con un nutrito convegno di due giorni, nella splendida cornice della Certosa di Firenze (*), la Comunità di San Leonino, insieme ad altri centri di studi e di ricerca, ha voluto riportare l’attenzione sul pensiero e sulla testimonianza di Sergio Quinzio, sul quale da troppi anni ormai sembra calato il silenzio.
Ne è emersa la necessità e l’urgenza di un confronto quanto mai “epocale”, nel tempo in cui la cristianità si interroga sul suo destino, sulla sua stessa identità, nell’emergere di un sentimento sempre più diffusamente “apocalittico” nel vivere comune e nei fatti di ogni giorno.

RECENSIONE | E.M. Cioran, Mircea Eliade, Una segreta complicità. Lettere 1933-1983
di Paolo Vanini

Eventi e convegni
 

L'UMANO E IL DIVINO /COLLANA DI 
FILOSOFIA DELLA RELIGIONE
 

IL PENSIERO FILOSOFICO-RELIGIOSO
ITALIANO

LA NOSTRA RIVISTA HA ADERITO AL 
COORDINAMENTO NAZIONALE
DELLE RIVISTE DI FILOSOFIA (CORIFI) 

Recensione Homo religiosus.
Forme e storia
di Maurizio Schoepflin

Civiltà Cattolica Ι L'opzione per il logos
nel pontificato di Francesco
di Andreas Gonçalves Lind
 
Novità Bibliografica

9788831928601 0 221 0 75


Sulla religiosità smarrita.

Romano Guardini,

modernità e post-modernità

a cura di Elisa Grimi

Edizioni Stamen  2020

 

 Numero monografico del NGFR, nr. 11, settembre-dicembre 2019 «Romano Guardini, filosofo e teologo, anticipa l'intero dibattito sulla postmodernità. Egli delinea i confini della modernità e pone in evidenza lo smarrimento dell'uomo dinnanzi al riaprirsi della domanda sull'origine dell'esistenza. Non è la logica stessa della modernità - si domanda Guardini - a metter capo ad un inaspettato ritorno del caos, interno ed esterno? «L'uomo sta nuovamente di fronte al caos...». Questo lavoro propone una riflessione del Guardini critico della modernità e della trasformazione del concetto di "religiosità" che si è avuta durante la post-modernità. Esso vuole essere il tentativo di portare il lettore a riflettere su uno dei maggiori rischi dei tempi attuali, e cioè lo smarrimento di quella religiosità che ha reso tale l'arte e la cultura dell'Occidente, e che costituisce il terreno comune di una società in cui la libertà e la dignità umana non sono più valori da guadagnare, ma l'orizzonte in cui è possibile costruire e progredire».

Per info: Sulla religiosità smarrita. Romano Guardini, modernità e post-modernità, a cura di Elisa Grimi