L'Associazione Italiana di Filosofia della Religione (AIFR) riunisce i docenti italiani e i ricercatori presso le Università italiane di Filosofia della Religione


N. 6 GENNAIO - APRILE  2018
ISSN 2532 - 1676

Direttore responsabile: 
Pierfrancesco Stagi

Il Comitato scientifico

Andrea Aguti (Presidente AIFR, Università di Urbino), Annalisa Caputo (Università di Bari), Carla Canullo (Università di Macerata), Roberto Celada Ballanti (Università di Genova), Virgilio Cesarone (Università di Chieti-Pescara), Francesco Paolo Ciglia (Università di Chieti-Pescara), Giuseppina De Simone (Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale) Adriano Fabris (Università di Pisa), Francesco Miano (Università di Roma "Tor Vergata"), Sergio Sorrentino (Università di Salerno), Pierfrancesco Stagi (Università di Torino), Pierluigi Valenza (Università "La Sapienza" di Roma), Silvano Zucal (Università di Trento)

La Redazione

Francesco Angelone (Reggio Calabria), Claudio Belloni (Milano), Nunzio Bombaci (Messina), Damiano Bondi (Firenze), Omar Brino (Roma), Giovanni Cogliandro (Roma), Mirko Di Bernardo (Roma), Andrea Fiamma (Chieti), Melissa Giannetta (Salerno), Elisa Grimi (Milano), Federica Pazzelli (Roma), Tudor Petcu (Bucarest), Alessio Ruggiero (Salerno), Alfonso Salvatore (Salerno - coordinatore della redazione), Stefano Santasilia (Napoli), Michele Turrisi (Pistoia)

Il Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) è riconosciuta dal MIUR, Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, come pubblicazione ufficiale per l'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN): è possibile inserire gli articoli pubblicati sul Nuovo Giornale di Filosofia della Religione (NGFR) nell'elenco delle pubblicazioni per accedere all'Insegnamento Universitario

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XII Convegno AIFR

A CARO PREZZO”

La redenzione in filosofia della religione e in teologia

16-17 novembre 2018, Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, piazza Tasso, Firenze

 

 

Presentazione

«La filosofia […] è il tentativo di considerare tutte le cose come si presenterebbero dal punto di vista della redenzione. La conoscenza non ha altra luce che non sia quella che emana dalla redenzione sul mondo». Con queste parole tratte da Minima Moralia, Theodor Wiesengrund-Adorno, pensatore di filiazione eminentemente marxista, riconduce il nucleo stesso della filosofia critica alla possibilità di guardare il mondo «come apparirà un giorno», «nella luce messianica». Soltanto se si assume la prospettiva escatologica dell’ideale, la critica del reale diviene non un semplice esercizio di negazione, ma l’indicazione di un percorso di trasformazione del mondo. Più radicalmente ancora, ogni critica negativa dell’esistente è possibile soltanto in nome di un positivo “dovrebbe essere”, a partire cioè da una de-ontologia minima, magari soltanto presentita. È dunque l’orizzonte escatologico che permette l’acutezza dello sguardo critico: la redenzione si muta in azione, sul presente.

In questo senso la Redenzione può ricollegarsi al suo significato etimologico – che è anche politico – di “riscatto” dalla servitù, di liberazione dai vincoli: simili dinamiche di emancipazione sono possibili soltanto laddove si riconosca una data situazione come opprimente e costrittiva, ovvero laddove si guardi al presente come qualcosa di manchevole rispetto a una compiutezza possibile, avvenuta e/o avvenire. La dinamica della rivelazione biblica e cristiana è paradigmatica rispetto a tale concezione, secondo le nozioni della schiavitù del peccato, della liberazione, e della parusia messianica degli “ultimi tempi”. Certo, la riflessione teologica mette in guarda dall’immaginare la redenzione come qualcosa di assolutamente immanente e completamente alla portata dell’uomo, ma non si rifugia neanche in astratti fideismi di stampo spiritualista e sovramondano, se è vero, come dice l’apostolo Paolo, che «la creazione stessa […] nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. […] E anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo» (Rm 8, 19-23)

Così intesa, la dinamica redentiva presenta nondimeno numerosi spunti di riflessione e interrogativi ancora aperti al pensiero filosofico e teologico, tra i quali:

  • Se la liberazione avviene per mano di Qualcuno, o di un insieme di individui, essa non rischierà di riprodurre, una volta esaurita la sua spinta emancipatoria, le stesse dinamiche oppressive prima in atto? In altre parole, il Liberatore non sarà acclamato – o non vorrà presentarsi – come un nuovo sovrano, da cui eventualmente nuovamente invocare una nuova liberazione, a tempo debito?

  • La redenzione, allora, non sarà una tendenza costante del pensiero immaginativo, incapace di tradursi in atto, anzi funzionale alla sopportazione di uno status quo opprimente, in nome di un a-venire sempre e solo sperato?

  • Il pensiero cristiano legge il sacrificio di Cristo sulla Croce come redenzione del genere umano dal peccato originale, dunque come un riscatto pagato da Cristo per liberare l’uomo…. ma a chi viene pagato questo riscatto? Chi è che tiene l’uomo prigioniero del peccato? Forse il Padre stesso, che manda suo Figlio a morte per pagare il debito che l’umanità ha contratto con Lui: ma in questo caso, quale concezione di Dio Padre ne scaturisce? O forse il riscatto viene pagato ad Altri?

  • Quale ruolo spetta a Colui che deve essere liberato, sia in senso spirituale che mondano? Una attesa passiva o una collaborazione attiva? E nel secondo caso, come si esplica?

Call for papers

Secondo questa ispirazione tematica, l’Associazione Italiana di Filosofia della Religione organizza il suo XII Convegno, nei giorni 16-17 novembre 2018, presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, a Firenze. I giovani studiosi di filosofia e teologia che intendono partecipare sono invitati a presentare un loro abstract (max una cartella), corredato di curriculum vitae, inviando il tutto via mail in formato pdf a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., entro il 15 maggio 2018.

L’esito sarà comunicato via mail a tutti i partecipanti alla CFP entro fine giugno. I candidati selezionati avranno a disposizione 20 minuti per il loro intervento.

Maggiori informazioni logistiche e sul programma saranno pubblicati nelle prossime settimane sulle piattaforme ufficiali dell’AIFR.

Eventi e convegni
23 - 24 OCTOBER 2018 - URBINO - ITALY
CALL FOR PAPERS
28 - 31 AGOSTO 2018 PRAGA
CALL FOR PAPERS 
Conference of the European Society for Philosophy of Religion
25 - 26 MAGGIO 2018 - ROMA
20 APRILE 2018 - TORINO

L'UMANO E IL DIVINO /COLLANA DI 
FILOSOFIA DELLA RELIGIONE
 

IL PENSIERO FILOSOFICO-RELIGIOSO
ITALIANO
 
Novità Bibliografica

Henry 213x300

 

L’essenza della manifestazione

 

Michel Henry

 

Orthotes Editrice 2018

Con la pubblicazione di questo primo volume di L’essenza della manifestazione viene finalmente resa disponibile al lettore italiano l’opera capitale e inaugurale del fenomenologo francese Michel Henry. In essa comincia infatti a prendere forma il pensiero di una vita, quella fenomenologia materiale che, costruita in maniera critica rispetto alla fenomenologia husserliana, si presenta come una delle proposte teoriche più intriganti del novecento francese intorno alla pensabilità di una fenomenologia della Vita. In questo primo tomo dell’opera vediamo formarsi, attraverso un confronto a tutto campo con i maggiori pensatori otto-novecenteschi sul tema della costituzione della soggettività, il primo nucleo essenziale della riflessione di Henry intorno alla possibilità di ripensare, a partire da una ridefinizione del concetto di vita interiore, la dimensione esperenziale di ciò che nominiamo vita. Da qui, dalla scoperta di un’altra dimensione dalla manifestazione, alla cui pensabilità in termini di essenza invisibile ha contribuito, come diceva lo stesso Henry, anche l’esperienza al limite della vita clandestina sperimentata nella Resistenza, diventa possibile scorgere il cuore della Vita: l’Affettivo. Un cuore che si dà a vedere solo se viene radicalmente criticato il concetto di apparire connesso e ridotto alla coscienza rappresentativa. Ponendosi dall’altro lato dell’apparire, da quella praxis inconscia che mi costituisce, Michel Henry comincia a delineare un pensiero radicalmente diverso dal pensiero rappresentativo, che coincide con il fondo vero di ogni soggettività, vale a dire con la vita e le sue “clandestine” e mobili manifestazioni.

Per info: Michel Henry, L’essenza della manifestazione